LIZZIE di EVA WANJEK

L’arte europea della metà del XIX secolo viene sconvolta da un gruppo di pittori che vivono e dipingono a Londra e si fanno chiamare Confraternita dei Preraffaelliti. Colui che maggiormente attira l’attenzione della critica e del pubblico su sé stesso e sulle loro opere è Dante Gabriele Rossetti. Questi è ossessionato dalla ricerca di una donna che incarni i suoi canoni di donna perfetta e che diventi per lui quello che Beatrice era stata per Dante Alighieri. Lizzie, che tutti noi conosciamo benissimo per essere apparsa nei panni di Ofelia nell’omonimo dipinto di Millais, diventerà la donna della vita di Rossetti. Nel romanzo Lizzie di Eva Wanjek, edito da Neri Pozza e tradotto da Stefano Musilli, scopriremo un rapporto totalizzante, quello tra Dante e Lizzie, scopriremo un rapporto totalizzante, privato della loro vita ma anche l’aspetto artistico. Il loro sarà un rapporto lunghissimo, coronato anche dal matrimonio; un rapporto di totale dipendenza, ossessivo, anche se spesso “anche chi non ha nulla da nascondere non vuole essere osservato in continuazione”. Questo della Wanjek è un romanzo che ho amato tanto perché mi ha dato la possibilità di entrare nella vita privata di Dante Gabriele Rossetti e degli altri Preraffaelliti; ma anche di scoprire tutto quello che accade durante la creazione di un dipinto.

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