DENTRO SOFFIA IL VENTO di FRANCESCA DIOTALLEVI

 Durante la Grande Guerra, in Valle d’Aosta, nei boschi che circondano il borgo di Saint Rhèmy, vive da sola una giovane donna, Fiamma, dai lunghi capelli rosso fuoco. Così come già la mamma Vivien, anche la giovane vive isolata dal resto della comunità. Al calar della sera, però, il bosco si anima di abitanti del borgo che si recano da Fiamma per acquistare i decotti che prepara e con i quali vengono curati tutti i malanni.

Eppure coloro che si servono delle conoscenze della ragazza sono gli stessi che la additano come una strega, facendo in modo che le venga preclusa qualsiasi opportunità di mescolarsi con il resto della popolazione.

La solitudine, interrotta solo dalla lettura, a lungo andare pesa sulle spalle e sulla vita di Fiamma. Uno stato, il suo, che era cambiato grazie a Raphaël Rosset, giovane abitante del villaggio, che in barba alle dicerie sul conto di lei, le era stato sempre accanto, fino alla sua prematura scomparsa in guerra. A quel punto l’unica cosa che resta a Fiamma è la famiglia di Raphaël, soprattutto il fratello Yann, che deve però osservare da lontano perché la odia profondamente.

Alla vista di Fiamma, il cuore e la mente di Yann sono attanagliati da sentimenti forti e contrastanti, che fanno paura allo stesso uomo. La odiava perché prima che Raphaël scomparisse, Fiamma lo “aveva costretto a vivere” in un corpo menomato, che sembrava non appartenergli.

In questo meraviglioso romanzo, Dentro soffia il vento edito da Neri Pozza, Francesca Diotallevi ci racconta di quanto possano essere stupide le superstizioni e di quanto invece sia importante l’amore, che spesso ci insegna che “non siamo soli in questa vita. Siamo sempre parte di qualcosa che spesso ci salva, anche da noi stessi”.



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HOUSE OF GUCCI di SARA GAY FORDEN

 Le vicende della famiglia Gucci e la cronostoria dell’omicidio di Maurizio, ultimo rampollo della casa di moda fiorentina, ha interessato le cronache nazionali ed internazionali a metà degli anni ’90.

Il 27 marzo del 1995, mentre sta per raggiungere il suo ufficio a Milano, Maurizio viene colpito a morte da uno sconosciuto. Nel 1998 sarà condannato a 29 anni di carcere per quell’omicidio la sua ex moglie: Patrizia Reggiani.

Sara Gay Forden, nel testo House of Gucci, tradotto in italiano da Bettina Crisitani ed edito da Garzanti, ripercorre la storia della famiglia Gucci. Partendo dal capostipite Guccio Gucci, i cui genitori “alla fine del XIX secolo faticavano a tenere in piedi la loro azienda di cappelli di paglia di Firenze”, fino ai nostri giorni, quando ormai, nell’azienda di famiglia, dei Gucci è rimasto solo il nome. L’immagine che viene fuori da questa cronostoria ben documentata e scritta in maniera eccellente dalla Forden è quella di una famiglia particolare, all’interno della quale gli interessi sono più importanti di tutto.

Famiglia è dove ci si ama, ci si protegge e ci si difende: la famiglia Gucci appare come un covo di vipere e a prevalere sono gli interessi individualistici.

Sebbene il testo mi sia piaciuto molto, ammetto di aver apprezzato di più il film omonimo, meno lento del libro e maggiormente concentrato su Maurizio e Patrizia.



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COME SE NON FOSSIMO STATI di GIULIA CIARAPICA e MICHELA DI CECIO

 Nell’aprile di quest’anno Giulia Ciarapica, in compagnia della disegnatrice Michela Di Cecio, ci ha riportato a Casette d’Ete, ma questa volta i suoi romanzi non c’entrano.

Giulia ha deciso di esplorare un genere nuovo per lei: il fumetto, che inizialmente è introdotto da un breve racconto.

Come se non fossimo stati nasce da una leggenda marchigiana, tramandata di madre in figlia anche nella famiglia di Giulia Ciarapica. Una vicenda ricca di simboli, con richiami alla magia, in una ambientazione che ricorda il mistery e l’horror, ma che serve a raccontare qualcosa che per molti resta ancora un mistero: la maternità.

Attraverso la narrazione del legame che nasce tra Antonio e Leila, definita la “diversa” e accusata di aver ucciso il proprio bambino, Giulia Ciarapica e Michela Di Cecio cercano di sdoganare la maternità o la non maternità. Troppe cose e spesso sbagliate vengono dette al riguardo, come se l’essere o il non essere madre potesse rendere una donna migliore o peggiore di un’altra. Come se la mancata maternità, per scelta o per caso, possa rendere vano tutto quello che una donna ha costruito nella propria vita. Oppure, invece, l’essere madre viene visto come un limite, come una zavorra, spesso non dalla donna in questione, ma dalla società.

Grazie a Giulia e Michela e al loro Come se non fossimo stati, edito da Round Robin Editrice, avremo la possibilità di andare oltre i nostri preconcetti e quelli della società.




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IL TRENO DEI BAMBINI di VIOLA ARDONE

 Il treno dei bambini, edito da Einaudi, è il terzo romanzo della scrittrice partenopea Viola Ardone.

Nel 1946 il partito comunista, per aiutare il sud Italia impoveritosi dopo il secondo conflitto mondiale, decide di far partire treni da tutto il Mezzogiorno per far trascorrere alcuni mesi al Nord a migliaia di bambini meridionali.

Amerigo, nel 1946, è un giovane scugnizzo napoletano, che vive con sua madre Antonietta una vita di espedienti, in attesa che il suo papà, che non ha mai conosciuto, ritorni dall’America.

Il bambino, consapevole che “nessuno nasce imparato”, è noto a tutto il rione come Nobèl perché come sostiene egli stesso: “Imparo in mezzo alla via: vado girando, sento le storie, mi faccio i fatti degli altri”.

Anche Amerigo, come molti suoi amici, salirà su uno di questi treni e trascorrerà qualche mese a Modena presso la casa di Derna, una donna sola che ha dedicato la sua vita al partito e, benché ruvida, darà a quel bambino tutto l’affetto materno che sua madre non era stata capace di dargli. In fondo l’affetto si insegna e se non lo riceviamo non sappiamo riversarlo sugli altri.

Conoscerà l’abbondanza, materiale ed affettiva, scoprirà di avere un talento e ritornato a Napoli si sentirà per sempre spezzato in due metà, così come molti bambini che hanno vissuto le sue vicende. E nonostante la paura, rendendosi conto che “la fame non è una colpa ma un’ingiustizia”, cambierà il proprio destino.

Avevo già apprezzato le capacità affabulatorie di Viola Ardone in Olivia Denaro, ma con Il treno dei bambini la scrittrice napoletana ha raggiunto livelli altissimi. Non solo perché vi farà emozionare ad ogni pagina, soffrendo e gioiendo con il piccolo Amerigo; ma avrete la sensazione di essere seduti in un basso napoletano mentre Amerigo vi racconta le sue vicende.




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LA SPOSA GITANA di CARMEN MOLA

 La sposa gitana è il secondo romanzo di Carmen Mola  ̶  edito in Italia da Salani e tradotto da Sara Caravero  ̶  il primo, però, che ha come protagonista l’ispettrice Elena Blanco. In realtà Carmen Mola è lo pseudonimo utilizzato da tre scrittori e sceneggiatori spagnoli: Jorge Díaz, Antonio Mercero e Augustín Martínez che, con la pubblicazione del best seller La bestia sono diventati un caso paragonabile alla italiana Elena Ferrante.

In La sposa gitana ci si troverà ad indagare sulla morte di Susana Macaya, giovane donna di origini gitane, uccisa subito dopo il suo addio al nubilato.

Sette anni prima la sorella di Susana, Lara, era stata uccisa con le stesse modalità e l’assassino, il fotografo Miguel Vistas, si trova in carcere a scontare la sua condanna. Gli inquirenti devono capire se sono di fronte ad un serial killer  ̶  per cui da sette anni un innocente è in  carcere  ̶  o qualcuno che ha voluto emulare Miguel. Un caso che non è adatto alla polizia ordinaria ma alla BAC, una brigata speciale diretta da Elena Blanco, un’ispettrice che si ritrova a combattere anche contro i propri demoni personali.

In una lotta contro il tempo si intrecceranno le vicende delle sorelle Macaya e della loro famiglia; le vicende di un bambino rinchiuso in un magazzino e quelle dell’ispettrice Blanco in veste di madre. Per tutto il romanzo vi chiederete perché Carmen Mola ha deciso di intrecciare queste vicende, ma lo scoprirete solo alla fine, quando avrete la certezza che “bisogna sempre prendersi cura dei figli, persino quando non si è con loro”.





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INCISO NEL CERVELLO di ALFREDO RICCIARDI

 Inciso nel cervello è il secondo romanzo di Alfredo Ricciardi e vede, ancora una volta, come protagonista il commissario Spinelli.

Questi è un marchigiano che per amore si è trasferito a Foggia, trovandosi ingabbiato nella città pugliese perché ha seguito un amore che si è rivelato vano.

Un tedesco viene ritrovato senza vita nel cuore di Foggia, ma nessuno sembra sapere cosa sia successo e soprattutto chi sia quello sconosciuto.  Indagando, Spinelli scoprirà che questo omicidio è legato strettamente ad alcuni eventi accaduti nella stessa città nel 1943, quando Foggia ha subito un pesante bombardamento.

Alfredo Ricciardi vi farà commuovere ma anche sorridere tanto, soprattutto quando leggerete i pensieri del commissario. Questo testo è stato pubblicato con Amazon, ma sono sicura che troverà presto un editore.



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MORANTEMORAVIA di ANNA FOLLI

 La storia d’amore tra Elsa Morante e Alberto Moravia, due dei più grandi scrittori della letteratura italiana del Novecento, ha intrigato i lettori italiani come, e forse di più, dei loro romanzi.

Anna Folli nel suo MoranteMoravia, edito da Neri Pozza, ci mostra gli aspetti più intimi di questa coppia entrata nella leggenda, chiamati per anni “MoranteMoravia, tutto attaccato, come se la loro fosse un’unica vita, come fossero parte di un binomio o inscindibili”.

Ma, allo stesso tempo, la Folli ci mostrerà che i due scrittori erano molto diversi, addirittura agli antipodi, sebbene in comune avessero “l’incrinatura invisibile di un dolore che dall’infanzia li ha segnati per sempre”. Entrambi cercano di superare tutto ciò attraverso la scrittura, che però non riuscirà ad eliminare totalmente il dolore profondo e viscerale.

Elsa e Alberto ci mostreranno, però, che spesso l’amore non è sufficiente, soprattutto quando lega due persone come loro, egocentriche, autoreferenziali, convinte che “è la scrittura a dare senso e un ordine al mondo”.

Un amore che, però, sopravvivrà anche quando non saranno più una coppia, o forse proprio per questo.

Un testo che, a mio avviso, è necessario leggere per poter comprendere le persone dietro gli artisti.




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L’ODISSEA RACCONTATA DA PENELOPE, CIRCE, CALIPSO E LE ALTRE di MARILÚ OLIVA

 La trama dell’Odissea è nota a tutti: Odisseo, uno dei principali eroi della guerra di Troia, alla fine del conflitto si mette in viaggio per tornare in patria, la sua amata Itaca. Gli ci vorranno dieci anni e diverse avventure per sbarcare finalmente a casa. 

L’Odissea è ricca di donne legate al protagonista e che riescono a cambiare il destino dell’eroe; se queste donne non lo avessero aiutato, probabilmente Odisseo “sarebbe ancora in viaggio”.

Marilù Oliva, con il suo L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre, edito da Solferino, ci aiuta ad approcciarci in maniera differente a questo testo senza tempo. Ci mostrerà Odisseo attraverso gli occhi e le parole delle donne che lo hanno amato o semplicemente aiutato. Grazie ad esse scopriremo che “dietro ogni esule si nascondono storie che tutti dovremmo ascoltare attentamente, perché potrebbero ribaltare ogni pregiudizio”. Una affermazione quanto mai pertinente in un’epoca storica quanto mai travagliata quale è la nostra.



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UNA VITA COME TANTE di HANYA YANAGIHARA

 Leggere Una vita come tante, secondo romanzo della scrittrice statunitense Hanya Yanagihara  ̶  tradotto in italiano da Luca Briasco ed edito da Sellerio  ̶  risulta un’impresa titanica, non tanto per la mole del libro ma per il bagaglio di emozioni proprie che il lettore dovrà affrontare.

Sebbene il volume superi le mille pagine, lo stile della Yanagihara, trasposto mirabilmente in italiano da Briasco, renderà la lettura godibile e scorrevole. Vi capiterà spesso durante questo “viaggio” di pensare di essere già passati da quella pagina o che state girando in tondo ritornando al punto di partenza, ma tutto ciò sarà necessario per proseguire e comprendere meglio fatti, emozioni e sensazioni.

Vi avviso: sarà una delle letture più dolorose della vostra vita, addirittura strazianti e vi ritroverete a pensare ai personaggi durante le vostre giornate e a sentirvi orfani quando avrete terminato la lettura. Vi capiterà di tornare a casa e di pensare di trovarvi Jude e William, Malcom e JB, oppure Harold e Julia.

Raccontarvi la trama senza spolierare nulla è per me impossibile ma proverò a farvi comprendere a grandi linee di cosa leggerete.

Una vita come tante è prima e soprattutto il racconto di una grande amicizia che legherà per tutta la vita, comunque e a prescindere da tutto, Jude, William, Malcom e JB. Quattro amici che ci insegneranno che l’unico segreto dell’amicizia “è trovare persone migliori di te”, ascoltare quello che hanno da dirti su te stesso, anche se non ti piace, ma soprattutto “fidarti di loro, che è la parte più difficile di tutte. Ma anche la più importante”.

Un romanzo, questo della Yanagihara, che appare come una grande epopea ottocentesca, ma è allo stesso tempo estremamente moderno nelle ambientazioni e per la brutalità dei temi che affronta: la solitudine, la depressione, le dipendenze, la violenza sessuale, l’autolesionismo.

Un testo, come vi ho detto, ricco di dolore ma anche di speranza, per la capacità dell’essere umano di cercare di resistere e di amare, a prescindere da quanto dolorosa possa essere stata la propria vita.




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Olivia Denaro di Viola Ardone

 “Non è vero che la cultura ci salva, maestra, io ho sempre studiato e non è servito a niente”, afferma Olivia Denaro nell’omonimo romanzo di Viola Ardone.

Olivia ha quindici anni nel 1960 e vive a Martorana, un paese a vocazione agricola in Sicilia, dove la vita che vi conducono i suoi abitanti ha alla base il senso della vista, perché i comportamenti di ognuno passano al vaglio del tribunale cittadino e “ognuno all’occhio altrui pretende di essere meglio di quello che è”.

Olivia è stata educata dalla madre a “tenersi pulita” di fronte a quegli sguardi, a non commettere nulla che possa farla condannare agli occhi dei vicini di casa. Olivia ci prova ad assecondare la madre, ad aspettare il momento in cui uno tra i ragazzi di Martorana la chieda in moglie, ma non è come le altre. Olivia Denaro ama studiare, imparare parole difficili, correre a “scattafiato”, cercare le lumache col padre e giocare con il suo amico Saro.

Si gode questi momenti prima che la comparsa del “marchese” la ponga nella condizione di restare ferma e in attesa che qualcuno se la pigli, come una brocca, e stare attenta che non si rompa, altrimenti dovrà accontentarsi di colui che l’ha rotta.

Viola Ardone  ̶  autrice di questo romanzo e conosciuta dal pubblico dei lettori per il suo Il treno dei bambini, entrambi pubblicati da Einaudi  ̶  con il suo Olivia Denaro ha scritto un romanzo potente… non mi viene altro termine che possa descriverlo meglio.

Olivia Denaro, anagramma di Viola Ardone, vive nel 1960 nella Sicilia agricola, in un’Italia nella quale esistono ancora il matrimonio riparatore e il delitto d’onore; ma Olivia Denaro potremmo essere tutte noi, qualsiasi donna che dal 1960 ad oggi non voglia accettare i compromessi o voglia scegliere da sola quello che è meglio per lei.

Questa giovane donna subirà una violenza da parte di un ragazzo che la affascina e allo stesso tempo la spaventa, un uomo che non accetterà un no e che la accuserà di averlo provocato con il suo volto.

Olivia è una ragazza che ha studiato, che si pone delle domande e che ha dei desideri per se stessa: non vuole piegarsi alla violenza, non vuole accettare una vita che non le appartiene. Denunciato il suo stupratore  ̶  perché quello era e bisogna dare un nome alle cose  ̶  non riuscirà ad avere giustizia in tribunale ma il tempo le darà ragione, concedendole una vita meravigliosa e la possibilità di avere una giustizia “postuma”, grazie ad alcune leggi che finalmente cambieranno.

Olivia non sarà mai sola, al suo fianco c’è papà Salvo, un contadino silenzioso che parla attraverso i motti, che alla violenza contrappone il suo sereno “non lo preferisco” e che combatterà perché la sua giovane “


piantina” ha bisogno del suo sostegno. Un uomo che aiuterà sua figlia a comprendere che “un no da solo può cambiare una vita, e tanti no messi insieme possono cambiare il mondo”.



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