LE BIBLIOTECARIE DI NOTRE-DAME di JANET SKESLIEN CHARLES
AVVENTURE DI UN CACCIATORE DI LIBRI di SIMONE BERNI
IL LETTORE SMARRITO di PASQUALE LANGELLA
OUTSIDERS CINQUE SCRITTRICI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO di LYNDALL GORDON
BIBLIOKILLER! di SIMONE BERNI
INNAMORARSI DI ANNA KARENINA IL SABATO SERA di GUENDALINA MIDDEI
LA MOGLIE DI DANTE di MARINA MARAZZA
LA BIBLIOTECA DI PARIGI di JANET SKESLIEN CHARLES
LA VITA SEGRETA DI AGATHA CHRISTIE di LUCY WORSLEY
Chi tra noi non ha mai letto un romanzo di Agatha Christie o visto un adattamento cinematografico o televisivo dei suoi testi? Nessuno! E chi sostiene il contrario mente sicuramente.
Quando si pensa ad una delle più prolifiche scrittrici di tutti i tempi si pensa ad una tranquilla e paciosa dama inglese che scriveva dal suo salottino sito in una bellissima e ricca dimora inglese. Ed invece la Christie è un vero e proprio personaggio, uno dei più belli che abbia mai ideato e di cui ci parla accuratamente Lucy Worsley in La vita segreta di Agatha Christie, edito in Italia da Salani e tradotto da Laura Serra.
La vita di Agatha è stata ricca, piena di eventi e di avventure, una vita che non fu sempre felice, eppure “il tono brioso della sua autobiografia” dimostra altro.
Lucy Worsley ci mostra come la vita stessa della Christie le fornì il materiale necessario per poter scrivere e, così, “evitare di dover parlare con la gente”.
Una biografia, questa edita da Salani, che vi svelerà il mistero che aleggia intorno al 1926, l’anno nero di zia Agatha.
Non voglio raccontare troppo, preferisco lo faccia il libro, ma vi assicuro che la vita della Christie è stata piena: due matrimoni, una figlia, centinaia di testi scritti, tante case, numerosissime dimore, convinta che “la casa fosse l’epicentro della vita”.
Credo che leggere questa biografia ci permetterà di pensare alla scrittrice inglese e alle sue opere diversamente, abbandonando tutti gli stereotipi negativi creati intorno a lei.
LA FOTOGRAFA DEGLI SPIRITI di DASY ICARDI
La fotografa degli spiriti, romanzo di Desy Icardi edito da Fazi Editore, rientra nella serie che l’autrice ha dedicato ai cinque sensi.
Protagonista assoluta di questo romanzo è la vista, intesa non solo in senso letterale, ma che indica anche la capacità di andare oltre le apparenze per comprendere il significato profondo della realtà che ci circonda.
Ambientato nella Torino dei primi del ‘900, vedremo intrecciarsi le vicende dell’avvocato Ernesto Ferro e della giovane Pia.
L’avvocato Ferro è tale solo per seguire la carriera di famiglia, poco votato alla carriera perché sosteneva che “la vita era troppo breve e il tempo troppo prezioso per sprecarlo in simili scempiaggini, quando invece lo si poteva mettere a miglior frutto leggendo”.
Sebbene non amasse il suo lavoro, lo metterà a frutto nell’aiutare un amico giornalista a svelare quello che si nasconde dietro un giro di false medium che sta tenendo sotto scacco l’alta borghesia torinese.
Durante questa indagine la sua vita si intreccerà con quella di Pia, una giovane donna che era stata “venduta” dai genitori per contrarre un matrimonio vantaggioso in Argentina. Il lungo viaggio in nave e la collaborazione col fotografo di bordo le daranno la possibilità di comprendere che “nessuno veda le cose per come sono”. Il naufragio della nave le restituirà in maniera insperata la libertà.
Un romanzo ben costruito, avvincente, che ci darà la possibilità di seguire due vite completamente influenzate dalla passione: per i libri l’una, per la fotografia l’altra. Insieme ai protagonisti di questo romanzo arriveremo alla conclusione che “ognuno diventa la migliore versione di sé quando può fare ciò che ama”.
Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi
Azar Nafisi, docente universitaria di letteratura a Teheran, si trova a dover svolgere il suo lavoro durante la rivoluzione di Khomeini e negli anni successivi, dovendo fare i conti con un generale irrigidimento dei costumi. Come fare allora per poter insegnare ai propri studenti la letteratura occidentale senza i preconcetti dei musulmani integralisti? Soprattutto come permettere alle proprie studentesse di non sentirsi sempre osservate e giudicate?
Azar inizierà a tenere un vero e proprio circolo letterario nel soggiorno di casa sua, che “si trasformò per tutte noi nel regno della libertà più assoluta”.
Le studentesse di Azar Nafisi arrivavano a casa sua coperte dal velo e dai pregiudizi e una volta che varcavano la soglia di quella stanza, “si levavano di dosso molto di più” che il semplice copricapo.
Leggendo e analizzando romanzi occidentali quali Lolita, Il grande Gatsbyo quelli della Austen, Azar e le sue studentesse non cercavano la realtà in questi testi, ma “un’epifania della verità”; consapevoli che, come aveva dichiarato Nabokov, “i lettori nascono liberi e liberi devono rimanere”.
Leggere Lolita a Teheran è un testo che non si può non conoscere, perché grazie ad esso si può comprendere che l’integralismo islamico ha sempre fatto più male agli orientali che a noi occidentali.
CHI HA SCRITTO SHAKESPEARE? di UMBERTO MOJMIR JEŽEK
William Shakespeare, il drammaturgo per eccellenza, continua ad essere un mistero. Se la letteratura inglese assegna al Bardo una biografia ben precisa, molti sono coloro che la mettono in discussione.
La Graus Edizioni ha pubblicato da poco Chi ha scritto Shakespeare? di Umberto Mojmir Ježek, testo corredato dalla postfazione di Masolino D’Amico e da un’intervista impossibile di Marianna Iannaccone a John Florio.
Secondo molti John Florio sarebbe la penna nascosta dietro Shakespeare, colui che attingendo alle sue esperienze personali, ha scritto le commedie e le tragedie più belle.
Io non vi svelerò oltre, ma se volete saperne di più, dovete leggere necessariamente il testo.
LA PAGINA PIÙ BELLA di LUC DIETRICH
Luc Dietrich è uno scrittore che ha pubblicato poco in vita, solo due romanzi mentre molti di più sono volumi dei suoi testi pubblicati postumi. In questa raccolta, edita da Via del Vento Edizioni e curata da Stefano Serri, sono presenti testi scritti tra il 1933 e il 1934, inediti fino al 1951 e non ancora pubblicati in Italia.
Come ci racconta Serri nel suo Io sono colui che scrivo, che accompagna la raccolta, “in Francia, impaginare la vita sembra farsi tradizione”. E tutto ciò appare ancora più naturale per Luc Dietrich che ha vissuto una particolare, “tra droga e abbandoni, lavori pesanti e incontri fortunati”.
EDIZIONI ESSE di ALDO LO PRESTI
Simone Berni, editore delle Edizioni SO, ha deciso di pubblicare come sesto volume della collana Editori, il testo di Aldo Lo Presti dedicato alle Edizioni Esse, che hanno operato a Palermo tra il 1969 e il 1970.
Come ci viene spiegato subito, questo libro nasce “da una nostra conferenza tenuta il 10 novembre 2017 ad Orvieto dedicata alla «Sellerio Editore Palermo» di Enzo, Elvira e Antonio Sellerio.
Tutti noi conosciamo la Sellerio editore, ma ben prima, Enzo ed Elvira Sellerio avevano dato vita alle Edizioni Esse.
Grazie ad Aldo Lo Presti potremo riviverne la storia e rivedere l’evoluzione delle copertine grazie ad un imponente apparato iconografico che accompagna l’opera.
ANTONIN ARTOUD DI PASQUALE DI PALMO
Simone Berni, padrone di casa delle Edizioni SO, ha deciso di unire una nuova collana a quelle già esistenti: Autori. Una collana che, dal punto di vista grafico si differenzia completamente dalle altre, poiché il colore dominante delle copertine, questa volta, è il nero e non il bianco. Inoltre, a quanto pare dal primo volume, l’immagine caratterizzante le copertine di questi libri sarà quella degli orologi, il cui modello cambierà a seconda dell’epoca nella quale opera lo scrittore oggetto del testo.
Il primo volume della collana autori è curato da Pasquale Di Palmo, che si occupa di Antonin Artaud. Questi opera tra il 1923 e il 1948, dimostrando di avere un rapporto particolare con l’editoria: snobbava i grandi editori preferendo pubblicare le sue opere, approvate da sé stesso, presso piccoli editori di qualità, ovviamente attenti, come il nostro Berni, all’aspetto grafico dei volumi.
Il desiderio di Di Palma è quello di proporre, in ordine cronologico, le schede di tutti i titoli di Artaud pubblicati in vita, descrivendo i testi in modo particolareggiato.
Ma se volete conoscere la bibliografia aggiornata dei testi di Artaud, sia quelli apparsi in Francia che le traduzioni italiane, basta andare alla fine del testo.
Ovviamente il libro è stato stampato in 50 copie regolari e in 20 in tiratura speciale, con una stampa ai pigmei di Giorgio Bertelli.
Secondo voi quale mi sono aggiudicata io?
Il morbo di Gutenberg di Mauro Giancaspro, edito da Homo Scrivens
Mauro Giancaspro, uomo di grande cultura e altrettanta ironia, è stato direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli per diciannove anni; per due anni ha ricoperto anche il ruolo di custode giudiziario della Biblioteca dei Girolamini in seguito al sequestro della biblioteca stessa da parte delle autorità giudiziarie. Il morbo di Gutenberg era in realtà uscito nel 2003 per i tipi dell’Ancora del Mediterraneo e uscito nel marzo 2021 in una nuova edizione per la casa editrice Homo Scrivens. Un libro che, come scrive Aldo Putignano, è “una festa per il libro e i suoi irriducibili sostenitori”, ma che in questa nuova edizione diventa anche “un viaggio nell’incubo: il racconto di uno dei più grandi nazionali legati al mondo del libro, il saccheggio della Biblioteca dei Gerolamini”. Ammetto che non avevo mai letto nulla di Giancaspro, ma mi sono ripromessa di riempire questo vuoto.
Il morbo di Gutenberg, come ci spiega lo stesso Mauro, è una malattia che nasce con la stessa invenzione della stampa ed ha “tutte le nefaste caratteristiche che una malattia può avere” e può portarci al diventare bibliomani e a fare di tutto per possedere libri rari e preziosi: in pratica quello che è successo al direttore della Biblioteca dei Girolamini. In realtà, ogni bibliofilo si sentirà chiamare spesso in causa leggendo questo testo.
Quello di Giancaspro è anche un viaggio nella memoria che ci farà conoscere un Mauro giovane e poco incline alla lettura, se non a quella a cui era obbligato per motivi scolastici. Ma tutti i lettori forti hanno un momento in cui la lettura si rivela in tutta la sua bellezza e potrebbe accadere che governi la vita in maniera del tutto inaspettata.
I tre pugnali di Pietro Mormino, edito da Edizioni SO
Come ci racconta Simone Berni nella Introduzione a I tre pugnali di Pietro Mormino, edito da Edizioni SO, senza la cura e l’attenzione di Roberto Pirani, Mormino sarebbe passato “alla storia solo come una delle vittime del Fascismo”. In effetti il 12 luglio del 1944 fu fucilato dalle SS tedesche insieme ad altre 66 persone che come lui erano recluse nel campo di concentramento di Fossoli.
Eppure, oltre alla sua tragica morte, Pietro Mormino era uno scrittore di romanzi polizieschi anche abbastanza prolifico, ma molti scritti con uno pseudonimo, per cui è complicato risalire a tutte le sue opere.
Simone Berni, in veste di editore delle Edizioni SO, ha deciso di dare la possibilità ai lettori italiani di leggere I tre pugnali di Mormino.
Un romanzo ambientato a Roma durante il ventennio fascista. Daniele Santi è un uomo d’affari romano, proprietario tra l’altro di una banca e di un giornale; un uomo senza scrupoli e con pochi, pochissimi amici e tanti nemici che sarebbero davvero felici di vederlo morto. Quando sarà trovato morto, il commissario che si occupa delle indagini si convincerà subito di aver trovato il colpevole, conducendo gli interrogatori in modo davvero scontato. Grazie, però, al vice commissario, uomo curioso ed intelligente si riuscirà a trovare il colpevole.
Non voglio raccontarvi altro della trama, ma è un romanzo davvero particolare, che vi condurrà spesso fuori pista, ricco di ironia e genialità.
La libraia che salvò i libri di Kerri Maher, edito da Garzanti
Sylvia Beach ha poco più di vent’anni quando, alla fine del secondo decennio del Novecento, arriva dalla lontana America a Parigi. La donna è una grande lettrice ed è impegnata a lottare per il diritto al voto per le donne, ma è anche convinta di dover trovare un suo posto nel mondo per poter essere sé stessa senza doverlo spiegare ogni volta.
La madre di Sylvia le trasmette l’amore per Parigi e la spinge a realizzare i suoi sogni. E qui, in una delle città più progressiste e cosmopolita, coacervo di scrittori, filosofi, scienziati, intellettuali che vengono da tutto il mondo e in una Europa che sta cercando di rialzarsi dalle macerie della Grande Guerra, Sylvia apre la sua libreria, la Shakespeare & Company, un ritrovo per chi ama la letteratura anglosassone.
La Shakespeare & Company oggi meta turistica obbligatoria per tutti coloro che si recano a Parigi, resta in vita dal 1919 al 1941, quando, durante l’occupazione nazista della capitale francese, Sylvia Beach si vede costretta a chiudere.
Il romanzo di Kerri Maher, lungi dal voler essere una cronaca fedele del periodo prospero culturalmente della libreria, ci aiuta a capire perché ormai tutti conoscono la Shakespeare & Company. La Maher ci farà assistere alle visite in libreria di Ernest Hemingway, Ezra Pound, Francis Scott Fitzgerald, Thomas Eliot, Sylvia Plath, William Carlos Williams, ma anche molti altri che in questo momento mi sfuggono.
Un discorso a parte merita James Joyce che con il suo Ulisse diventa elemento complementare della libreria, a tal punto che la Beach si caricherà di tutti gli oneri e gli onori di una amicizia così particolare.
James Joyce non era una persona facile da gestire e con la quale rapportarsi, estremamente egoista ed egocentrico e consapevole di essere un grande genio della letteratura mondiale.
Quando l’Ulisse di Joyce viene dichiarato negli Stati Uniti un’opera immorale e messa al bando, Sylvia Beach decide di pubblicare in Francia il capolavoro di Joyce non ancora completato con il marchio Shakespeare & Company.
La libraia dovrà indossare i panni dell’editore, dell’ufficio stampa, del tipografo e quasi sull’orlo di una crisi fisica e di nervi, riuscirà a pubblicare l’Ulisse il 2 febbraio 1922, in occasione del quarantesimo compleanno dello scrittore.
Il romanzo affronta anche altre tematiche importanti come l’omosessualità che veniva vissuta liberamente nella Parigi di inizio Novecento, quando si accettavano i gusti sessuali degli altri senza che questi dovessero essere annunciati a gran voce. Ma è il romanzo anche della fragilità che ognuno di noi nasconde dentro di sé, con le quali conviviamo e che cerchiamo di sconfiggere anche se può capitare che siano loro a sopraffare noi.
Ramón Gómez de la Serna e le avanguardie in Spagna di Marco Ottaino, edito da Langella Edizioni
Pubblicato come nono testo della collana Carte e cartuscelle delle Langella Edizioni troviamo Ramón Gómez de la Serna e le avanguardie in Spagna di Marco Ottaino. Come tutti i volumi di questa collana, anche il testo di Ottaino è stato stampato su carta Amalfi di Amatruda e prodotto in 175 esemplari numerati e firmati dall’autore; in questo caso il testo è accompagnato da un disegno a matita di Giovanni Raso, che rappresenta appunto Ramón Gómez.
In una Spagna, come quella dei primi anni del Novecento, soggetta a continue tensioni sociali e politiche che scaturiranno nella sanguinosa guerra civile, la cultura fa sentire forte la sua voce, contribuendo alla nascita delle avanguardie che in quegli anni si stanno diffondendo in tutto il mondo.
Ramón Gómez de la Serna, scrittore spagnolo che meglio interpreta le necessità della Spagna di avvicinarsi culturalmente agli altri paesi europei, “ponendo la sua opera, e la sua figura, come crocevia di tutto ciò che di nuovo passasse per la sua Spagna”.
Se volete conoscere meglio de la Serna, non potete prescindere dal testo di Marco Ottaiano.
I libri di Luca di Mikkel Birkegaard, edito da Longanesi
Jon Campelli è un giovane e promettente avvocato di origini italiane, che lavora per uno dei più prestigiosi studi di Copenaghen. Famoso per le sue arringhe e per le sue capacità declamatorie, che catturano l'attenzione di giudici, avvocati, giuria e pubblico presente in aula, in realtà le legge, riuscendo ad influenzare mediante la lettura tutti coloro che lo ascoltano. Un dono che Jon ha in comune con suo padre e con altre centinaia di persone, chiamati Lectores.
L'uomo scoprirà di avere questo dono solo dopo la morte di Luca, suo padre, proprietario della libreria antiquaria I libri di Luca e capo della Società Bibliofila.
Le vite di Luca e Jon si erano divise da tempo, a causa di un forte dolore che aveva stravolto Luca, a tal punto da decidere di dare in adozione suo figlio.
Ma quando Luca morirà in maniera accidentale nella sua libreria, Jon dovrà fare i conti col suo passato e con la vita del padre ricca di segreti.
A quel punto Jon scoprirà che la lettura può essere pericolosa e che allo stesso tempo può cambiarti la vita per sempre.
I libri di Luca è l'opera prima di Mikkel Birkegaard e un thriller davvero particolare, centrato sulla bibliofilia e sulla passione per i libri che, come tutte le cose, se estremizzata può avere effetti negativi sulle nostre vite.



















