A NAPOLI CON PINO DANIELE di PIER LUIGI RAZZANO
IL TRENO DEI BAMBINI di VIOLA ARDONE
Il treno dei bambini, edito da Einaudi, è il terzo romanzo della scrittrice partenopea Viola Ardone.
Nel 1946 il partito comunista, per aiutare il sud Italia impoveritosi dopo il secondo conflitto mondiale, decide di far partire treni da tutto il Mezzogiorno per far trascorrere alcuni mesi al Nord a migliaia di bambini meridionali.
Amerigo, nel 1946, è un giovane scugnizzo napoletano, che vive con sua madre Antonietta una vita di espedienti, in attesa che il suo papà, che non ha mai conosciuto, ritorni dall’America.
Il bambino, consapevole che “nessuno nasce imparato”, è noto a tutto il rione come Nobèl perché come sostiene egli stesso: “Imparo in mezzo alla via: vado girando, sento le storie, mi faccio i fatti degli altri”.
Anche Amerigo, come molti suoi amici, salirà su uno di questi treni e trascorrerà qualche mese a Modena presso la casa di Derna, una donna sola che ha dedicato la sua vita al partito e, benché ruvida, darà a quel bambino tutto l’affetto materno che sua madre non era stata capace di dargli. In fondo l’affetto si insegna e se non lo riceviamo non sappiamo riversarlo sugli altri.
Conoscerà l’abbondanza, materiale ed affettiva, scoprirà di avere un talento e ritornato a Napoli si sentirà per sempre spezzato in due metà, così come molti bambini che hanno vissuto le sue vicende. E nonostante la paura, rendendosi conto che “la fame non è una colpa ma un’ingiustizia”, cambierà il proprio destino.
Avevo già apprezzato le capacità affabulatorie di Viola Ardone in Olivia Denaro, ma con Il treno dei bambini la scrittrice napoletana ha raggiunto livelli altissimi. Non solo perché vi farà emozionare ad ogni pagina, soffrendo e gioiendo con il piccolo Amerigo; ma avrete la sensazione di essere seduti in un basso napoletano mentre Amerigo vi racconta le sue vicende.
Cave Cavone di Pietro Gargano
I Cavoni sono parte integrante della storia di Napoli, dove, ̶ come ci spiega Pietro Gargano in Cave Cavone edito da Langella Edizione ̶ serve ad identificare i “nostri canyon, stradine che portano l’acqua piovana dalle colline a valle, talora causando inondazioni”.
Se volete conoscerne la storia e la leggenda, non potete perdervi questa nuova pubblicazione delle Langella Edizioni. Come sempre una piccola chicca, pubblicata su carta Amalfi di Amatruda in 180 copie numerate a mano e accompagnate da due bellissimi foto d’epoca.
SPACCIATORI DI LIBRI DI ROSARIO ESPOSITO LA ROSSA
Rosario Esposito La Rossa è nato e cresciuto a Scampia, in un territorio particolare, dove per anni è stato più facile essere assoldato dalla camorra, che trovare rifugio e protezione nello Stato.
Rosario si è scontrato troppo presto col dolore di essere diversi, perché da sempre ha cercato svago e rifugio nei libri. Un amore forte quello per i libri che lo portava ad attraversare la città pur di acquistarne; un amore, però, che doveva nascondere perché: “chi leggeva era un coglione, un secchione, uno che doveva essere riempito di botte”.
Allo stesso tempo ha dovuto fare i conti con una perdita dolorosa: il cugino, Antonio Landieri, prematura vittima innocente di mafia eppure accusato, post mortem, di essere uno spacciatore di livello internazionale. Da quel momento Rosario ha avuto un solo obiettivo: “far fiorire il sangue innocente di mio cugino dall’asfalto di Scampia”.
Rosario lotta da tutta la vita, mai solo, sempre accanto alla sua Lena che ha sempre visto un sognatore dove gli altri vedevano un pazzo.
Ha vinto tante battaglie nella sua vita, ha realizzato tanti sogni, laddove prima si spacciava droga, adesso si spacciano libri.
La mia recensione di queste “memorie” di Rosario non può che essere riduttiva. Se volete conoscere l’uomo che, a soli 34 anni, è Cavaliere della Repubblica, direttore editoriale della Marotta & Cafiero editori e della Coppola editore, imprenditore del Sud non dovete far altro che leggere le sue parole e andarlo a trovare a Scampia.
Lucilla Parlato, Le cascettelle dei morti, Langella Edizioni
Halloween è una festa che non appartiene alla nostra tradizione, ma accade sempre più spesso che rendiamo nostro tutto quello che arriva da oltreoceano.
L’editore Pasquale Langella e Lucilla Parlato ci ricordano, invece, nell’uscita n.10 per la collana Carte e Cartuscelle, Le cascettelle dei morti, quelle che erano le tradizioni napoletane fino al secolo scorso nel commemorare i defunti.
In questo testo ̶ stampato in carta Amalfi di Amatruda in 180 copie numerate a mano e arricchito da un disegno, anch’esso numerato a mano di Spiff (Andrea Maresca) ̶ Lucilla Parlato ci accompagna a guardare da vicino le tradizioni partenopee riguardo alla commemorazione dei defunti, dandoci la possibilità di osservare tutto attraverso gli occhi di due testimoni d’eccezione: il poeta Domenico Iaccarino e la giornalista e scrittrice napoletana Matilde Serao. E così scoprirete che “fino al secolo scorso, a Napoli, i bambini celebravano i defunti raccogliendo soldini nelle cascettelle, scatole di cartone “riciclate” (delle lampadine o delle scarpe) abbellite con teschi o specchietti e trasformate in salvadanai”.
‘O cunto d’ ‘a gavina e d’ ‘o gatto ca ‘a mparaie a vvula’ di Luis Sepùlveda, edito da Langella Edizioni
Nel 2020 la maledetta pandemia di Covid-19 ci ha portato via Luis Sepùlveda, immenso scrittore cileno diventato famoso nel 1992 grazie al suo romanzo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore. Ma nel 1996 pubblicò anche Storia della gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, entrato velocemente nel cuore di grandi e piccini.
Pasquale Langella, con questa pubblicazione uscita a novembre 2022, si è posto nella “plurisecolare e nobile tradizione di trasportare in lingua napoletana grandi classici della letteratura mondiale”, come ci spiega Claudio Pennino nella Nota del traduttore.
Un lavoro certosino quello di Pennino, che ha cercato di evitare termini estremamente colloquiali, rispolverarne alcuni che sembra siano in disuso e soprattutto rispettare regole morfologiche e sintattiche, la cui mancanza priva il napoletano della sua dignità linguistica e letteraria. E allo stesso tempo di attenersi al testo originale, aiutato e coadiuvato da sua figlia Arianna, conservando la freschezza e l’originalità del testo di Sepùlveda.
La traduzione pubblicata da Langella è accurata sotto ogni punto di vista, con la copertina e le illustrazioni interne al testo realizzate magistralmente da Federica Ferri. Sergio Travi, amico prezioso delle Langella Edizioni, ha curato invece la revisione del testo.
Cercate motivi per non acquistarlo? Non ce ne sono!
Suite napoletana Storie, controstorie e altre storie di Pietro Treccagnoli, edito da Colonnese Editore
Pietro Treccagnoli, oltre ad essere un ottimo scrittore, è stato giornalista per Il Mattino per oltre quarant'anni, ma è anche e soprattutto un grande esperto della città di Napoli, della sua storia e della sua cultura. Non solo studioso ma anche "turista" della sua città perché, come afferma in questo testo, "le pietre sono parole. Talvolta anche versi. Basta sapere ascoltare".
I testi raccolti da Pietro Treccagnoli in Suite napoletana edita da Colonnese Editore sono stati scritti in momenti diversi. Come sostiene l'autore nella nota esplicativa, i testi contenuti in Suite napoletana non sono inediti, ma la loro riorganizzazione è necessaria per poterci accompagnare in questo percorso di conoscenza e di riscoperta della storia e della cultura di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia.
E passeggiando accanto a Pietro tra le strade, entrando nelle chiese, nei vicoli, guardando il mare, ci renderemo conto che "Napoli ha sempre conquistato i suoi conquistatori".
La vecchia Carnevale di Marco Perillo, edito da Langella Edizioni
Marco Perillo passeggia per le vie di Napoli e si ritrova all'altezza di piazzetta Nilo, all'imbocco di via San Biagio dei librai, mentre si dirige verso il negozio di dischi più fornito della città.
I pochi metri che lo separano dal negozio sono un'occasione per un viaggio nel tempo, alla sua infanzia, alla sua vita ai Quartieri Spagnoli e al suo rapporto con la mamma. Allo stesso tempo, però, Marco Perillo in questa ottava uscita di Carte e Cartuscelle, collana delle Langella Edizioni, ci racconta il suo rapporto con la superstizione, in particolare con la Vecchia Carnevale, che dà il titolo al testo.
La Vecchia Carnevale era "un pupazzo raffigurante una donna molto anziana, assai simile ad una befana, il volto rugoso e l'espressione acidula".
Il testo di Perillo, accompagnato da due foto di Sergio Siano e Marco Maraviglia, ci porta alla scoperta di una Napoli che, per alcuni aspetti, sembra essere svanita.
Il ruggito della montagna di Mary Somerville, edito da Langella Edizioni
Il 15 novembre 1868 e nei giorni tra il 24 e il 28 aprile 1872 la città di Napoli assiste a due spettacolari eruzioni del Vesuvio.
Spettatrice d'eccezione è Mary Sommerville, nata a Farfax nel 1780 e morta a Napoli poco dopo l'eruzione del 1872. La donna all'interno delle sue memorie ci descrive con parole straordinarie le due eruzioni.
Pasquale Langella, con le sue Langella Edizioni, per la collana Carte e cartuscelle, ha pubblicato Il ruggito della montagna con uno scritto di Mena Bianco e fotografie di Sergio Siano.
Ma chi era Mary Somerville? Come scrive Mena Bianco, una donna straordinaria che "si occupò anche di fisica, chimica, botanica, geologia, meteorologia e geografia, raggiungendo altissimi livelli di conoscenza in queste discipline, sempre però mantenendo un approccio sintetico e unitario".
Ancora una volta Pasquale Langella ha saputo stupirci.
Una famiglia allargata cane compreso di Marianna Scagliola, edito da Graus Edizioni
In un piccolo appartamento a Napoli vive la famiglia Schiattarella, composta da Gennaro e da sua moglie Concetta, i loro figli, la suocera Teresa e Pulcinella, il cucciolo di casa. Vivere in quella casa è come risiedere in una comune, sono necessari i turni per usare i servizi o semplicemente per fare colazione.
I personaggi di questo romanzo sono particolari, sopra le righe e in uno spazio ristretto come quello del loro appartamento è inevitabile che avvengano scene a dir poco comiche, ma allo stesso tempo grottesche. Ognuno di loro avverte la sua famiglia come un peso da doversi trascinare dietro inevitabilmente.
Quando Concetta, stanca dell'egoismo dimostrato dai suoi familiari decide di simulare la fuga di Pulcinella, aiuterà tutti loro a comprendere di non essere delle unità, ma di far parte di una famiglia e di dover agire di conseguenza.
Un romanzo, questo scritto da Marianna Scagliola ed edito da Graus Edizioni, ironico e divertente con alcuni spunti di riflessione. Una scrittura, quella della Scagliola, che mi ha ricordato molto lo stile di Pino Imperatore.
Masaniello di Domenico Castorina, edito da Langella Edizioni
Domenico Castorina è uno dei maggiori rappresentanti di quello che viene definito Romanticismo italiano "minore". Sebbene scomparso giovane, Castorina influenzò con i suoi scritti il giovane Giovanni Verga e cercò in ogni modo, attraverso i suoi scritti, di aiutare a costruire una identità nazionale propedeutica al processo di unificazione politica italiana.
Grazie a Pasquale Langella e alle sue Langella Edizioni abbiamo la possibilità di leggere in una edizione straordinaria il Masaniello di Domenico Castorina, con una interessantissima e chiarificante prefazione di Aurelio Musi.
Il giovane popolano partenopeo diventa in questo testo un personaggio completamente positivo, che incita e conduce tutti noi nuovamente verso l'amore nei confronti della nostra Patria, che spesso sembriamo aver abbandonato. Un personaggio storico, invece, che come ci ricorda Musi, doveva fare i conti con la "tradizione demonizzante e a forti tinte negative del personaggio".
Ancora una volta, come ormai da qualche anno, Pasquale Langella ci ha regalato una nuova chicca letteraria che non possiamo non fare nostra.
Malafemmina di Liliana De Curtis e Matilde Amorosi, edito da Mondadori
Sebbene la canzone Malafemmena faccia parte del repertorio della musica partenopea, è nota da tutti in Italia ma anche all'estero. Secondo la tradizione Totò scrisse questa canzone perché si era invaghito della giovanissima e bellissima Silvana Pampanini. Ma tutti sappiamo che spesso realtà e leggenda non sempre coincidono.
A svelare la verità a noi amanti di Totò come attore, ma anche come poeta , e restituire il posto che le spetta alla vera musa del principe Antonio De Curtis, ci ha pensato la sua unica figlia Liliana. Costei, con l'aiuto e il supporto di Matilde Amorosi, in questo romanzo, Malafemmena, come l'omonima canzone del padre, ci racconta della bellissima e straziante storia d'amore tra i suoi genitori. Un amore, il loro, nato contro la morale comune e il buon senso, ma sbocciato all'improvviso e più forte di qualsiasi impedimento.
Un amore focoso, sensuale, anche troppo, quello tra il trentenne Totò e la quindicenne Diana. Una sensualità così forte e travolgente, che lo stesso Totò iniziò presto a pensare che un tale amore non potesse essere normale tra un marito e una moglie. Un rapporto, il loro, che di solito avevano due amanti.
Sebbene conoscessi superficialmente la vicenda amorosa tra Totò e Diana, questo romanzo mi ha letteralmente sconvolta e vi assicuro non in positivo. Diana, sebbene non avesse avuto una vita semplice, a 15 anni dimostrava di essere più matura rispetto alla sua età; questo però non ha potuto evitare che per tutta la vita la donna non riuscisse a riconoscere a se stessa valore, come se non meritasse altro che sofferenza, provocata soprattutto dall'uomo che amava.
Totò, d'altronde, nella vita reale era molto diverso dai personaggi che interpretava a teatro o al cinema. Da questo romanzo viene fuori l'immagine di un uomo egoista, egocentrico, geloso a tal punto da rasentare la psicopatia.
Non voglio svelarvi troppo, preferirei lo leggeste, ma se non volete cambiare idea su Totò, se non volete guardarlo con occhi diversi, vi consiglio di non leggerlo.
Un mondo diverso di Hans Christian Andersen, edito da Langella Edizioni
Hans Christian Andersen, autore danese dell'800, è famoso in Italia per le sue favole; in realtà fu uno scrittore prolifico. Tra i suoi scritti ci sono opere completamente diverse le une dalle altre: romanzi, poesie, opere teatrali, biografie, autobiografie, articoli, scritti umoristici e satirici oltre alle favole tanto famose.
Ma Andersen fu anche un grande viaggiatore, conscio che per poter scrivere è necessario conoscere; a tal fine il viaggio è fondamentale, quando non è solo ludico, ma anche e soprattutto culturale, e per lo scrittore danese una vera e propria fonte di ispirazione.
Tra le sue numerose pubblicazioni ci sono anche gli scritti di viaggio, in realtà dei diari, nei quali lo scrittore e studioso danese appunta fedelmente tutto quello che i suoi sensi avvertono, vedono, gustano, odorano e toccano. A partire dal 1831 Andersen, stranamente per l'epoca, compì numerosi viaggi, partecipando al Gran Tour e recandosi in Italia sette volte. Durante i suoi soggiorni italiani una delle sue tappe preferite, oltre a Roma, fu Napoli, dove si recò ben tre volte, e prolungando il suo ultimo soggiorno per due mesi.
Degli accurati diari tenuti dallo scrittore danese e che hanno come protagonista le città italiane, fin'ora erano stati tradotti solo quelli relativi al soggiorno romano. Grazie al curatore e traduttore Bruno Berni e all'editore napoletano Pasquale Langella, nel novembre 2021, sono stati tradotti e pubblicati per la prima volta in Italia: Un mondo diverso Diari di viaggio da Napoli.
L'opera è la terza uscita per la collana Passi d'Autore. Ad arricchire questa edizione non sono solo le note al testo, del resto prevedibili, ma bozzetti realizzati dal vivo dallo stesso Andersen e che ritroviamo riprodotti al centro del volume stesso. Ma l'editore Pasquale Langella non lascia nulla al caso e un bozzetto dell'autore danese è presente in copertina; abbracciando il testo come gli occhi dello scrittore facevano sicuramente con una veduta di Napoli.
Per chi, come me, ama la città partenopea è sempre interessante notare le impressioni e le emozioni che può lasciare nell'animo di un turista straniero. Una città bellissima, caotica, colorata e rumorosa, doveva, invece, sembrare "esotica" per i danesi conterranei dello scrittore. Questi ce la descrive come calda, ma anche sensuale e dedita ai piaceri, intesi come derivanti dalla degustazione di cibi prelibati, ma anche dalla visione di ambienti e paesaggi straordinari. Altra cosa la lussuria, che lo tenterà costantemente durante il suo soggiorno partenopeo, ma alla quale non cederà.
Grazie ad Andersen riusciamo anche a rivivere e far rivivere nella nostra mente luoghi che sono stati modificati dalle trasformazioni urbanistiche delle epoche successive, ma anche luoghi che adesso, a causa del traffico o della vita frenetica che viviamo, non riusciamo a godere a pieno.
Ancora una volta Langella è riuscito a riempire un vuoto nelle pubblicazioni italiane, sempre fedele a se stesso, al suo amore per Napoli e per i libri, e restando un editore diverso, che fa la differenza.
Elogio di san Gennaro di Pietro Treccagnoli, edito da Langella Edizioni
Quando si pensa alla città di Napoli non si può prescindere dal suo protettore: san Gennaro. Ogni napoletano che si rispetti, così come Pietro Treccagnoli, ha un rapporto diverso col santo. Non bisogna essere, necessariamente, dei ferventi cattolici per rivolgersi al santo.
Come afferma Treccagnoli nel suo Elogio di san Gennaro, in questa nuova edizione riveduta e corretta ed edita da Langella Edizioni, "è inquietante e allo stesso tempo rassicurante, lo è più di ogni altro patrono" e tutti, appunto a prescindere dalla propria fede o dall'essere razionali e razionalisti, aspettano il 19 settembre con trepidazione, affinché il miracolo dello scioglimento del sangue di san Gennaro si ripeta.
Pietro dichiara che il suo testo, così come recita il titolo, è solo "un semplice elogio" che però ha un compito grave e se vogliamo gravoso, ovvero a lui sono affidate "la speranza di un mondo migliore, in modo primitivo e fanciullesco".
Quindi l'autore non vuole, con questo testo, raccontare la storia di san Gennaro, ma riesce a far comprendere quanto forte sia il rapporto tra la città di Napoli e il suo protettore, un rapporto evidente in ogni punto della città. Se non ci credete vi invito a guardare le foto, del bravissimo Sergio Siano, inserite nel libro.
E se avete amici stranieri a cui volete spiegare il rapporto tra san Gennaro e la sua Napoli, vi basta girare la copia che avete tra le mani e troverete il testo di Treccagnoli tradotto in inglese.
Anche questa volta le Langella Edizioni hanno fatto la differenza.
Benvenuti in casa Esposito di Pino Imperatore, Giunti Editore
Quando questo romanzo è stato pubblicato nel 2012, una mia collega ed amica mi ha parlato con toni più che entusiastici di questo romanzo e del suo autore: Pino Imperatore. Ci sono voluti quasi dieci anni per convincere me stessa a leggerlo.
Dopo l'uscita di Gomorra di Saviano nel 2006 sono raddoppiate, se non triplicate, pubblicazioni editoriali e progetti televisivi e cinematografici che affrontano il tema della camorra a Napoli e nell'agro aversano, con una nutrita serie di cliché. Pensavo che anche Pino Imperatore rientrasse in questa categoria. Non potevo sbagliarmi di più!
Benvenuti in casa Esposito ci mostra la quotidianità di una famiglia del Rione Sanità a Napoli... Una famiglia davvero particolare.
Tonino Esposito, orfano di un boss della camorra, vive in una palazzina con sua moglie e i loro due figli, con i suoceri e con sua madre, una ragazza toscana che si era innamorata di un giovane napoletano e si era ritrovata moglie di un boss. Una famiglia strampalata quella di Tonino, con lui che vuole dimostrare di essere degno figlio di Gennaro Esposito e non si rassegna ad essere "mantenuto" dal nuovo boss del rione e non fa altro che sembrare, insieme al suo fiero scudiero Enzuccio, una versione partenopea di Don Chisciotte e Sancho Panza.
Non voglio svelarvi troppo della trama, ma vi assicuro che riderete di gusto, pagina dopo pagina. Eppure è un riso amaro, lo stesso riso che scaturisce in ognuno di noi durante la visione delle commedie di Eduardo De Filippo. Come dichiara lo stesso Pino Imperatore, il suo è un "realismo comico" perché un romanzo che apparentemente nasce con intenti ludici vi farà riflettere tanto e non solo sulla camorra.
Pino Imperatore, con la sua apparente semplicità narrativa e con la sua ironia, ci farà riflettere anche sui rapporti generazionali, sulle differenze che invece possono essere preziose. Soprattutto ci porterà a riflettere sul fatto che troppo spesso, per assecondare le aspettative che gli altri hanno su di noi, mettiamo da parte la nostra vera natura.
Zia Natascia di Rosanna Bazzano, edito da Langella Edizioni
Zia Natascia, scritto da Rosanna Bazzano, è la quarta uscita della collana Carta e Cartuscelle edita da Langella Edizioni.
Come i testi precedenti, anche questo della Bazzano è stato stampato su carta di Amalfi di Amatruda in 130 copie numerate a mano e firmate dall'autrice. Il tutto accompagnato da una poesia inedita di Claudio Pennino e dal profumo di Zia Natascia, "quell'odore di violetta che aveva sulle mani" e che vi avvolgerà appena aprirete il cofanetto che racchiude il volume come se celasse un prezioso e gradito regalo.
Rosinella, "rivincita sulla vita di tutte le donne di casa" e "orgogliosa di essere 'a nepota 'e Natascia", ci racconta di una donna che ha deciso di non farsi piegare dalle batoste che le ha riservato la vita, ma di essere padrona di se stessa, decidendo da sola come piegare il proprio destino.
Una donna, Natascia, che ha deciso di mettere il suo corpo al servizio degli altri, senza però fare del male a nessuno, ma imparando a conoscere gli altri, consapevole che spesso la gente "si mette la cammisa pulita senza se fà 'a doccia!".
Zia Natascia spiega a noi tutti quanto sia importate andare oltre le apparenze, scavare in noi stessi e negli altri ed evitare di dare, in positivo e in negativo, giudizi affrettati.
Rosanna Bazzano, sottolineando la dignità artistica e letteraria del napoletano, riesce ad essere ironica, geniale e magistralmente profonda in questo testo.
E Pasquale Langella? Ad ogni volume come editore cerca di superare se stesso e ci riesce puntualmente!
Gli struffoli di Aristofane di Nino Leone, edito da Langella Edizioni
Le opere di Nino Leone, medico e scrittore, ci raccontano la città di Napoli, la sua storia e la sua cultura. Come non pensare a La vita quotidiana a Napoli ai tempi di Masaniello o a Storia di Napoli illustrata. Una terra si racconta tra le altre.
Lo ritroviamo in libreria da novembre 2020 con Gli struffoli di Aristofane, raccolta di sei racconti inediti, seconda uscita della collana Passi d'autore della giovane casa editrice partenopea Langella Edizioni.
A legarlo a Pasquale Langella, libraio a Port'Alba della Libreria Langella ed editore della omonima casa editrice, sono un profondo affetto ed una grande stima, testimoniata dalla dedica posta da Nino in testa al racconto A Natale non è peccato: "A Pasquale Langella, libraio in Port'Alba, garbato come un libro prediletto".
Il file rouge che unisce i racconti presenti in questa raccolta è la memoria. Intesa come ricordo e rievocazione di momenti privati della vita dell'autore, che fungono, però, da punto di partenza per ritornare indietro nel tempo o nella vita, non solo quella di Leone, ma anche e soprattutto della città di Napoli e dei suoi cittadini, oppure della Lucania rurale ed innevata, ma anche della meravigliosa Sorrento; mai stanco di ritornare in luoghi dove già è stato perché, come afferma egli stesso nel racconto Scorze di Natale, "quando ci sono luoghi da rivisitare, non mi tiro indietro: trovo coinvolgente tornare là dove si è lasciato qualcosa, fosse pure una ciglia o un capello caduti accidentalmente".
Interessante è l'utilizzo del Natale come spunto per questo viaggio nella memoria, grazie al quale Nino ci mostrerà da vicino il grande scrittore napoletano Michele Prisco.
I racconti di Nino Leone sono delicati e garbati, perché il garbo è l'elemento preponderante del suo stile narrativo. Una narrazione che ci fa riscoprire la calma, la tranquillità, la gentilezza nei gesti e nel linguaggio, che ormai troppo spesso, sembrano essere in disuso.
Bozzetti napoletani di Anne Charlotte Leffler, edito da Langella Edizioni
Anne Charlotte Leffler, scrittrice di opere teatrali e di raccolte di racconti, è stata, nella seconda metà dell' '800, la rappresentante principale del movimento radicale Giovane Svezia. Donna moderna, forte, indipendente e colta amava viaggiare e per fuggire da un matrimonio che le andava stretto decise di fare tappa a Napoli durante un suo viaggio in giro per l'Europa. Non avrebbe mai immaginato che Napoli le avrebbe cambiato la vita facendole conoscere il suo secondo marito, il matematico partenopeo Pasquale del Pezzo, duca di Caianiello; ma le darà la possibilità di entrare in contatto e farsi apprezzare da Salvatore di Giacomo e da Benedetto Croce.
Bozzetti napoletani è il risultato degli anni trascorsi dalla Leffler a Napoli. La scrittrice svedese svelerà una città esoterica e "primitiva" ad un popolo così diverso dagli italiani ed ancora di più dai napoletani. Se in una prima istanza Anne appare circospetta, rigida ed anche ironica nei confronti del popolo napoletano, con il trascorrere del tempo sembra accettare e comprendere il folclore locale. In realtà i primi racconti sono velati dalla malinconia e dalla tristezza per un amore, quello per il matematico napoletano, che sembra ostacolato da tutti. Ma il risolversi della situazione sentimentale illuminerà il cuore e la mente di Anne che inizierà a godersi il soggiorno napoletano, anche durante il freddo inverno e riconoscendo che "una bella giornata d'agosto svedese non può essere più calda, selvaggia e dolorosa di questa giornata di dicembre napoletana".
I racconti di Anne Charlotte Leffler mi hanno riempito il cuore di gioia e di malinconia per una città che amo per tutti quegli aspetti portati alla luce dalla scrittrice svedese. Una donna intelligente che ha saputo apprezzare il Sud così diverso dalla sua nordica Svezia, svelando il calore di un popolo legato alle proprie radici e al proprio territorio, ma capace di far sentire a casa anche chi proviene da luoghi diversissimi da Napoli. Una scrittrice capace di svelare quanto la perfezione a cui aspirano gli abitanti del Nord non appare loro mai così "chiara e precisa come nelle terre del Sud!".
La perfezione l'ha raggiunta l'editore Pasquale Langella nel pubblicare gli inediti, in Italia, Bozzetti napoletani di Anne Charlotte Leffler. La litografia di Matteo Zampella che troviamo in copertina ci mostra un'immagine bellissima della Napoli ottocentesca. Il viaggio napoletano attraverso questi racconti sarà reso ancora più piacevole dalla traduzione di Catia De Marco e dalle illustrazioni di Salvatore Esposito. Non so se voi credete al fato, ma io sono convinta che questi racconti, rimasti inediti per più di un secolo, abbiano aspettato e scelto il loro editore napoletano. Non mi credete?
Un giorno come tanti alla Libreria Langella con l'arrivo di testi da controllare e catalogare. Quel giorno il libraio si avvale della collaborazione di un aiutante d'eccezione: Pietro Treccagnoli. Questi si ritrova tra le mani un libro di un'autrice svedese, appunto Anne Charlotte Leffler, con una splendida legatura ma in lingua originale. Lo sfoglia, lo mostra a Pasquale, qualche parola li colpisce, come napoletanka. Langella è incuriosito dal testo e, quando scopre il mondo che nasconde la Leffler, decide di farlo tradurre. Con l'aiuto di Monica Zunica riesce ad affidarlo alle mani esperte di Catia De Marco, la traduttrice di Larsson, e che diventerà anche curatrice del testo. Ma ne vale la pena? Pasquale non lo sa ancora. Ma quando la De Marco gli invia i racconti tradotti, si rende conto di aver fatto centro. Non vi fidate delle mie parole? Allora leggete questi racconti e vi renderete conto che Pasquale è un editore eccezionale, un artigiano dell'editoria.
Gli altarini di Matilde Serao, edito da Langella Edizioni
Gli altarini è un racconto tratto da Il ventre di Napoli di Matilde Serao, nella edizione Perrella del 1906, secondo volume pubblicato dalla casa editrice Langella Edizioni per la collana Carte e cartuscelle. L'editore, bibliofilo e libraio Pasquale Langella unisce in questa edizione di pregio stampata su carta Amalfi di Amatruda, rilegata a mano in 100 copie numerate sempre a mano, vari aspetti del suo amore per la città dove è nato, cresciuto e dove lavora: Napoli.
Il nome della collana è un riferimento al grande Pino Daniele. Il racconto della Serao ci mostra una Napoli divisa tra una forte fede religiosa e una grande superstizione: entrambe, come ci racconta la autrice, permeano totalmente il popolo partenopeo. Pasquale Langella non lascia nulla al caso e i fortunati che sono riusciti ad aggiudicarsi questa chicca - che è ormai esaurita - hanno trovato nella splendida confezione che racchiude Gli altarini una foto di Sergio Siano, badate non sempre la stessa, ma una diversa per ognuna delle cento copie.
Casomaicipenso Nuovi dialoghi surreali con un libraio napoletano di Pasquale Langella, edito da Langella Edizioni
Questo libro è un capolavoro dal punto di vista grafico, con una cura di tutti i particolari che testimonia l'amore di Pasquale per quello che fa. La copertina e le illustrazioni interne, realizzate da Salvatore Esposito, sono fresche e colorate, delicate nel mostrare con efficacia la gravità dell'ignoranza che circonda ancora il mondo del libro.
Dal suo "fortino" a Port'Alba, Pasquale cerca in ogni modo di salvare e diffondere la cultura e come sostiene Pino Imperatore: "Pasquale Langella non è un semplice libraio. E' un archeologo della conoscenza, un divulgatore di sapere". Combatte ogni giorno contro l'ignoranza dalla sua postazione con un aplomb completamente british e con un'ironia tutta partenopea. Tutto quello che potrei continuare a scrivere risulterebbe inutile, scontato. Per conoscere Pasquale vi invito, in primis, a leggere le bellissime pagine che gli hanno dedicato Pino Imperatore e Sergio Travi, e poi di recarvi a lui in libreria. Vi aspetteranno un ottimo caffè e tanti libri e chiacchiere interessanti.

















