LA DONNA COL VESTITO VERDE di STEPHANIE COWELL
LA MOGLIE DI DANTE di MARINA MARAZZA
LA VITA SEGRETA DI AGATHA CHRISTIE di LUCY WORSLEY
Chi tra noi non ha mai letto un romanzo di Agatha Christie o visto un adattamento cinematografico o televisivo dei suoi testi? Nessuno! E chi sostiene il contrario mente sicuramente.
Quando si pensa ad una delle più prolifiche scrittrici di tutti i tempi si pensa ad una tranquilla e paciosa dama inglese che scriveva dal suo salottino sito in una bellissima e ricca dimora inglese. Ed invece la Christie è un vero e proprio personaggio, uno dei più belli che abbia mai ideato e di cui ci parla accuratamente Lucy Worsley in La vita segreta di Agatha Christie, edito in Italia da Salani e tradotto da Laura Serra.
La vita di Agatha è stata ricca, piena di eventi e di avventure, una vita che non fu sempre felice, eppure “il tono brioso della sua autobiografia” dimostra altro.
Lucy Worsley ci mostra come la vita stessa della Christie le fornì il materiale necessario per poter scrivere e, così, “evitare di dover parlare con la gente”.
Una biografia, questa edita da Salani, che vi svelerà il mistero che aleggia intorno al 1926, l’anno nero di zia Agatha.
Non voglio raccontare troppo, preferisco lo faccia il libro, ma vi assicuro che la vita della Christie è stata piena: due matrimoni, una figlia, centinaia di testi scritti, tante case, numerosissime dimore, convinta che “la casa fosse l’epicentro della vita”.
Credo che leggere questa biografia ci permetterà di pensare alla scrittrice inglese e alle sue opere diversamente, abbandonando tutti gli stereotipi negativi creati intorno a lei.
NIENTE LACRIME PER ROSEMARY di SIMONA CAPODANNO e MARINA MARAZZA
Joseph Kennedy è il patriarca di quella che da sempre viene definita “la famiglia reale” americana. Padre di John e Bob, e di altri sette tra maschi e femmine, insieme alla moglie Rose crescerà i suoi figli con l’assunto che “i Kennedy sono i Kennedy e restano Kennedy per tutta la vita”.
Per la sua famiglia e i suoi figli Joe ha un progetto di grandezza , che in parte si realizzerà quando i suoi figli John e Bob diventeranno rispettivamente presidente e vicepresidente degli Stati Uniti d’America.
Eppure il progetto di Joe è messo in pericolo da uno dei membri della sua stessa famiglia: sua figlia Rosemary. A causa di ritardi durante il parto Rosemary, la figlia più bella di Joe e Rose, resterà una bambina per sempre, almeno dal punto di vista celebrale. Ma il corpo di Rosemary ben presto cresce e i suoi impulsi sessuali sono spiccati ed evidenti e il pericolo è che si possa incorrere in uno scandalo sessuale.
Fa sorridere pensare che un uomo come Joe, un erotomane, che aveva trasmesso questa “malattia” per il sesso anche ai propri figli maschi che non saranno esenti da scandali sessuali, si preoccupi per Rosemary. Ma “alle donne perbene, si sa, non può piacere il sesso. È un dovere coniugale e basta”.
Per evitare problemi Joe decide di far lobotomizzare la figlia, tenendo all’oscuro il resto della famiglia della propria decisione, mentre, invece, la moglie Rose fa finta di nulla.
Della dolce ed esuberante Rosemary non resterà più nulla, se non un corpo. Stesso destino, secondo la giusta legge del contrappasso, toccherà allo stesso Joe.
Nel romanzo Niente lacrime per Rosemary, scritto da Simona Capodanno e Marina Marazza ed edito da Fabbri editore, mescolando racconto biografico e fiction viene restituita un po’ di giustizia alla Kennedy dimenticata.
IL CANTO DI MR DICKENS di SAMANTHA SILVA
Nell’inverno del 1843 Charles Dickens soggiorna con la sua famiglia nella loro splendida casa con ampi giardini, Gloriosa Devonshire Terrace. Sebbene sia ammirato da tanti e molti vorrebbero vivere la sua vita, lo scrittore inglese ha diversi motivi per essere preoccupato: il suo Martin Chuzzlewit si sta rivelando un fiasco; sua moglie Catherine sta per partorire nuovamente e mantenere una famiglia numerosa e una casa lussuosa diventa sempre più complicato.
In Il canto di Mr Dickens ̶ edito in Italia da Neri Pozza e tradotto da Daria Restani ̶ Samantha Silva ci permette di vedere da vicino il famoso scrittore inglese e di saggiare con mano le sue difficoltà e le sue preoccupazioni poco letterarie e decisamente terrene.
Per aiutare Dickens ad uscire dall’impasse in cui si trova, ma soprattutto per ritornare ai loro guadagni soliti, gli editori pagano un anticipo allo scrittore affinché dia vita ad una storia prettamente natalizia.
Charles si sente afflitto ed avvilito perché se da una parte non ha alcuna intenzione di piegare la sua arte alle richieste dell’editore, dall’altra ha il timore di far piombare la sua famiglia in una povertà che conosce fin troppo bene.
Le sue preoccupazioni lo porteranno a vagare come un’anima in pena, a litigare con tutti, soprattutto con la propria famiglia, che lo lascerà da solo a Londra. Una notte conoscerà la misteriosa Eleanor Lovejoy, una donna che lo affascinerà a tal punto da diventare la sua musa.
Grazie a lei e al nuovo testo che riuscirà a scrivere, Dickens supererà tutte le sue paure e preoccupazioni, ricongiungendosi con se stesso e con la propria famiglia.
Frutto di tante ricerche da parte della scrittrice, Il canto di Mr Dickens è comunque frutto di fantasia, ma ci piace immaginare che le cose siano andate davvero così.
HOUSE OF GUCCI di SARA GAY FORDEN
Le vicende della famiglia Gucci e la cronostoria dell’omicidio di Maurizio, ultimo rampollo della casa di moda fiorentina, ha interessato le cronache nazionali ed internazionali a metà degli anni ’90.
Il 27 marzo del 1995, mentre sta per raggiungere il suo ufficio a Milano, Maurizio viene colpito a morte da uno sconosciuto. Nel 1998 sarà condannato a 29 anni di carcere per quell’omicidio la sua ex moglie: Patrizia Reggiani.
Sara Gay Forden, nel testo House of Gucci, tradotto in italiano da Bettina Crisitani ed edito da Garzanti, ripercorre la storia della famiglia Gucci. Partendo dal capostipite Guccio Gucci, i cui genitori “alla fine del XIX secolo faticavano a tenere in piedi la loro azienda di cappelli di paglia di Firenze”, fino ai nostri giorni, quando ormai, nell’azienda di famiglia, dei Gucci è rimasto solo il nome. L’immagine che viene fuori da questa cronostoria ben documentata e scritta in maniera eccellente dalla Forden è quella di una famiglia particolare, all’interno della quale gli interessi sono più importanti di tutto.
Famiglia è dove ci si ama, ci si protegge e ci si difende: la famiglia Gucci appare come un covo di vipere e a prevalere sono gli interessi individualistici.
Sebbene il testo mi sia piaciuto molto, ammetto di aver apprezzato di più il film omonimo, meno lento del libro e maggiormente concentrato su Maurizio e Patrizia.
MORANTEMORAVIA di ANNA FOLLI
La storia d’amore tra Elsa Morante e Alberto Moravia, due dei più grandi scrittori della letteratura italiana del Novecento, ha intrigato i lettori italiani come, e forse di più, dei loro romanzi.
Anna Folli nel suo MoranteMoravia, edito da Neri Pozza, ci mostra gli aspetti più intimi di questa coppia entrata nella leggenda, chiamati per anni “MoranteMoravia, tutto attaccato, come se la loro fosse un’unica vita, come fossero parte di un binomio o inscindibili”.
Ma, allo stesso tempo, la Folli ci mostrerà che i due scrittori erano molto diversi, addirittura agli antipodi, sebbene in comune avessero “l’incrinatura invisibile di un dolore che dall’infanzia li ha segnati per sempre”. Entrambi cercano di superare tutto ciò attraverso la scrittura, che però non riuscirà ad eliminare totalmente il dolore profondo e viscerale.
Elsa e Alberto ci mostreranno, però, che spesso l’amore non è sufficiente, soprattutto quando lega due persone come loro, egocentriche, autoreferenziali, convinte che “è la scrittura a dare senso e un ordine al mondo”.
Un amore che, però, sopravvivrà anche quando non saranno più una coppia, o forse proprio per questo.
Un testo che, a mio avviso, è necessario leggere per poter comprendere le persone dietro gli artisti.
ESSERE FIGLIO DI OSCAR WILDE di VYVYAN HOLLAND
Quando leggiamo gli scritti di Oscar Wilde pensiamo al grande scrittore che è stato e al dandy che ha pagato col carcere una vita libera. Spesso, però, dimentichiamo, o addirittura ignoriamo, che Wilde era anche un marito ed un padre.
Un padre che amava i suoi figli, Cyril e Vyvyan, che a loro volta lo adoravano perché “in lui non c’era nulla del mostro che alcune persone hanno cercato di farlo diventare”. A ricordarci che i “14 aprile 1895, giorno di Pasqua, scoppiò la tempesta” è Vyvyan, secondogenito di Oscar Wilde, nel suo Essere figlio di Oscar Wilde, curato da suo figlio Merlin, tradotto in italiano da Lucia Matano ed edito da La Lepre Edizioni.
Vyvyan ̶ che, in seguito allo scandalo che aveva colpito la sua famiglia, dovette cambiare il proprio cognome in Holland ̶ cerca, in questo memoriale, dxi mettere ordine e di restituire la dignità brutalmente strappata a suo padre.
Cyrial, il fratello maggiore, scoprirà presto di quale reato sembra essersi macchiato il padre, ma cercherà di proteggere ad ogni costo il fratellino, che ne verrà a conoscenza solo dopo aver compiuto 18 anni.
Vyvyan ci racconta che il padre “viveva nel suo mondo, un mondo artificiale, in cui le uniche cose che contavano davvero erano l’arte e la bellezza in tutte le sue forme. Questo gli conferì quell’orrore della convenzionalità che alla fine lo distrusse”.
Ma ad uscirne distrutta sarà anche la loro famiglia: i bambini non rivedranno mai più il padre e addirittura sarà vietato loro, dalla famiglia materna, di farne riferimento; la moglie di Wilde morirà prematuramente, ben prima dello scrittore stesso; Cyril perderà la vita durante il primo conflitto mondiale, dopo aver portato avanti per anni la sua missione personale, ovvero “riabilitare il nome della famiglia, superando tutte le debolezze e gli ostacoli con una grande forza di carattere”.
Un testo che pone la luce su tasselli mancanti nella conoscenza del lettore medio su Oscar Wilde; un testo necessario, che ci mostra il rovescio della medaglia. Se leggendo il De profundiis abbiamo potuto percepire il dolore che le accuse e il conseguente arresto hanno significato per Wilde, con questo memoriale scopriamo, invece, quanto ha significato per sua moglie e i propri figli, lasciando a volte in ombra l’artefice principale di questa grande tragedia.
Rolling Stones di Guido Michelone, edito da Diarkos
I Rolling Stones sono la band più longeva della storia del rock, sebbene i componenti originali siano cambiati col tempo. Le Pietre Rotolanti, gruppo rock britannico, resistono sulla scena internazionale dal 1962, dovendo inizialmente combattere con l'imminente successo di un'altra band inglese, i Beatles.
In questo saggio, Rolling Stones Non è solo rock and roll, edito da Diarkos, Guido Michelone ci dà la possibilità di ripercorrere la storia della band, ma di scoprire anche il dietro le quinte ed i rapporti che c'erano tra i loro componenti, tenendo conto che solo Mick Jagger e Keith Richards sono rimasti nella band fino ai giorni nostri.
La cosa interessante di questa sorta di biografia della band, è che è stata divisa da Michelone in tre parti, che potete leggere seguendo l'ordine che maggiormente vi aggrada. Alla prima parte, la vera e propria biografia dei Rolling Stones, seguono la discografia ufficiale e completa in ordine alfabetico e una sorta di lessico rollingstoniano, in modo da comprendere come è stata accolta la band nel corso del tempo.
Maneskin di Patrizia De Rossi, edito da Diarkos
Nel 2017 i Maneskin, un gruppo musicale i cui quattro membri - Victoria, Damiano, Thomas ed Ethan - sono giovanissimi, riescono a superare le selezioni di X Factor e ad entrare nella squadra di Manuel Agnelli.
I quattro ragazzi romani, neanche maggiorenni e conosciutisi sui banchi di scuola, arrivano in finale ma non vincono, scalzati dal primo posto dal tenore siciliano Lorenzo Licitra, ma saranno a tutti gli effetti i vincitori orali di questa edizione.
Da quel momento inizia la loro ascesa verso il successo e le esibizioni il sabato pomeriggio per le strade di Roma diventeranno solo un ricordo. In pochi anni questi ragazzi sono riusciti ad ascendere nell'Olimpo non solo del rock italiano ma di quello mondiale, consacrati addirittura da Mick Jagger. Hanno vinto tutto, da Sanremo all'Eurovision Song, agli MTV Ema. Ma hanno vinto soprattutto nella vita, dimostrando che con il duro lavoro, la disciplina e il talento si può arrivare in alto. Ma hanno rotto gli schemi, soprattutto sottolineando che la propria immagine che si mostra sul palco non corrisponde necessariamente alla realtà; che si può essere rocker senza dover dedicare la propria vita alla droga e che le parole hanno un peso.
Patrizia De Rossi in questa fenomenologia dei Maneskin edita da Diarkos ci racconta in modo dettagliato l'ascesa di questi giovani romani, orgoglio italiano nel mondo.
La sarta di Mary Lincoln di Jennifer Chiaverini, edito da Neri Pozza
La guerra di Secessione scoppiata negli Stati Uniti nel 1861 e durata quattro anni ha sottolineato quanto fossero spaccati al suo interno e ha condotto a cambiamenti epocali, ma ci sono voluti decenni per poterli metabolizzare.
In La sarta di Mary Lincoln, Jennifer Chiaverini ci racconta con dovizia di particolari cosa comporta dal punto di vista sociale e politico la guerra di secessione e soprattutto l'abrogazione della schiavitù.
Protagonista assoluto di questo periodo di transizione fu il sedicesimo presidente degli Stati Uniti: Abramo Lincoln. In questo romanzo la Chiaverini ce lo mostrerà attraverso gli occhi di Elizabeth Keckley, ex schiava che arriva a Washington nel 1860 e grazie alle sue doti innate e al suo essere una grande lavoratrice, diventerà la sarta più famosa della città, richiesta dalle mogli dei politici.
Diventerà anche la sarta di Mary Lincoln, la first lady, riuscendo così ad entrare in contatto con l'uomo che tanto ammira e che molto ha fatto per le persone di colore. Lincoln ci viene mostrato come un uomo buono, con un grande senso morale che mette in pratica nella sua quotidianità, ma anche molto dolce e comprensivo con la moglie Mary, che ha invece un indole particolare.
Un romanzo interessantissimo soprattutto perché racconta vicende reali ed episodi che restano fuori dai libri di storia. Lizzie è una donna straordinaria, che ha sofferto tanto, avendo dovuto affrontare la schiavitù, la perdita del marito, quella dell'unico figlio, e una serie di privazioni: tutto ciò non le impedirà di mettersi al servizio degli altri, soprattutto della comunità nera.
Una donna, però, che appare anche succube della sua migliore cliente e poi amica, Mary Lincoln. La first lady ha sofferto tanto nella sua vita, essendo sopravvissuta a tre dei suoi quattro figli e alla tragica scomparsa del marito, ma che appare sostanzialmente egocentrica e di una bontà falsa e subdola.
La cosa straordinaria è che Mary le resterà sempre accanto, la difenderà e la proteggerà sempre, fino alla sua morte, anche quando non c'è nulla più da difendere, prendendo sulle sue spalle colpe che non le appartengono.
Se volete conoscere davvero il pensiero di Lizzie dovete allora leggere il suo Dietro le quinte, un libro non semplice da reperire.
La ragazza che scrisse Frankenstein Vita di Mary Shelley di Fiona Sampson, edito da UTET
La scrittrice Mary Shelley è nota a tutti come l'autrice di Frankenstein: ce lo ricorda anche il titolo di questa biografia scritta da Fiona Sampson ed edita in Italia da UTET. Mary assume questo cognome dopo il matrimonio con il poeta Percy Bysshe Shelley. Una relazione, la loro, che porterà Mary ad allontanarsi dalla sua famiglia e soprattutto dal padre, il filosofo William Godwin. La separazione dalla madre, la scrittrice radicale Mary Wollstonecraft, era avvenuta da tempo, in verità alla sua nascita, perché la sua mamma era morta nel darla alla luce.
La vita di Mary sarà segnata da questa perdita e influenzerà anche il suo rapporto col padre, che la farà sentire sempre sola e mai completa come persona. Lasciato un genitore egocentrico ed egoista, sposerà un uomo che sembra la copia di Godwin. Un compagno che cercherà di tarparle le ali, che proverà a tenere a freno l'intelligenza e la creatività della moglie. E non riuscirà ad accettare che Frankenstein possa suscitare la curiosità dei lettori. Soprattutto perché i lettori potevano pensare che la Shelley avesse scritto un romanzo di fantascienza, ma Percy doveva essere a conoscenza della vera natura del testo: una tragedia che mirava ad analizzare la condizione particolare in cui vive un "mostro", un essere prodigioso. E non lo era anche lei?
La cosa che mi lascia attonita dalla lettura di questa biografia è che sembra continuare la violenza psicologica che il padre e il marito, volenti o nolenti, hanno usato nei confronti della scrittrice.
Fiona Sampson si concentra su Mary figlia, moglie e madre, che sono sicuramente aspetti fondamentali della vita della scrittrice, ma lei è anche altro: una donna che combatte contro gli stereotipi di un'epoca completamente maschilista, che prova a trovare un angolino tutto suo dove poter esprimere se stessa e le proprie potenzialità.
Oltre il respiro Massimo Troisi, mio fratello di Rosaria Troisi e Lilly Ippoliti, edito da Iacobelli editore
Becoming La mia storia di Michelle Obama edito da Garzanti
Recensione di Rita Pino













