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FRAMMENTI D’AUTORE

 Durante la pandemia di Covid-19 iniziata nel marzo 2020, Enrico De Luca progettò di offrire gratuitamente in formato ebook  otto racconti classici tradotti e curati da lui. Questa proposta è stata accolta dalla Caravaggio Editore. Dato il successo dell’iniziativa, il curatore e l’editore hanno deciso di pubblicare il volume che consta di dieci racconti di autori italiani e stranieri, uomini e donne.

Con la loro consueta attenzione e cura per ogni particolare, dall’aspetto stilistico, contenutistico a quello grafico, De Luca e Caravaggio Editore ci hanno regalato delle chicche che difficilmente potremo leggere altrove.



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HEIDI di JOHANNA SPYRI

 La collana I Classici Ritrovati della Caravaggio Editore e diretta da Enrico De Luca si è arricchita di un nuovo volume: Heidi. Gli anni della sua formazione e peregrinazione scritto da Johanna Spyri.




Il testo, tradotto per questa nuova edizione da Chiara Gianni, è impreziosito dall’introduzione di Enrico De Luca e dalla riproduzione delle tavole originali di Jessie Willcox Smith, create come ci racconta Enrico, “per l’edizione americana pubblicata da David McKay”.




Nella introduzione scopriamo anche che a spingere Enrico De Luca a lavorare ad una nuova edizione di questo romanzo è stato l’amore per l’anime Heidi del 1974, e il desiderio che i lettori italiani potessero leggere questo testo “in una forma rispettosa del testo originale e soprattutto nella sua interezza, senza riscritture e adattamenti”.

Ammetto di essere di parte anche io e di aver amato, come Enrico, l’anime Heidi. Ritrovando quella Heidi che avevo conosciuto da bambina in questo romanzo di formazione che ha come protagonista una bimba di cinque anni, rimasta orfana troppo presto di entrambi i genitori, senza che questo abbia alterato in alcun modo il suo splendido carattere.

Ambientato tra la Svizzera e la Germania della seconda metà del XIX secolo, Heidi conoscerà prima la vita libera, semplice e felice in montagna con suo nonno e poi la vita agiata a Francoforte presso la famiglia Sesemann come compagna di giochi della piccola Clara.




Ancora una volta Enrico De Luca e la Caravaggio Editore ci regalano un gioiellino da leggere e possedere necessariamente.


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Alexandre Dumas, Maria Stuarda, Scrittura & Scritture

 La casa editrice napoletana Scrittura & Scritture, con la sua collana VociRiscoperte, ci da la possibilità di leggere Maria Stuarda di Alexandre Dumas, che con Giovanna di Napoli fa parte della serie Delitti celebri.

Alexandre Dumas, che indaga la storia come uno studioso e scrive storie come l’eccellente romanziere qual è, racconta, nel suo omonimo romanzo le vicende che ebbero come protagonista Maria Stuarda.

Donna importantissima per la politica inglese e francese del XVI secolo, ma anche nelle guerre di religione che stavano dilaniando l’Europa, avrà una vita complicata. Maria, per nascita e per matrimonio, era regina di Scozia e Francia e per molti sarebbe dovuta esserlo anche di Inghilterra, al posto dell’infedele Elisabetta I, ma trascorrerà gli ultimi venti anni della sua vita in una prigionia che nulla aveva di adatto al suo rango.

Alexandre Dumas padre ci descrive non solo le vicissitudini della usurpata regina Maria, ma anche e soprattutto il modo in cui la donna Mary reagisce a tanto dolore. Dumas ci descrive una donna forte, dignitosa, riconoscente nei confronti di coloro che le sono fedeli.

Alexandre Dumas padre dimostra anche con questo romanzo di essere un grande scrittore, capace di calarsi nei panni non solo di una donna, ma anche di una grande regina dal tragico destino.



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L’ubriaco e altre prose inedite di Charles-Louis Philippe, edito da Via del Vento Edizioni

 Charles-Louis Philippe è uno scrittore francese vissuto tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento; sebbene sia stato un autore prolifico, in Italia sono stati tradotti e pubblicati Bubu de Montparnasse e Croquignole fino a quando le Via del Vento Edizioni hanno deciso di pubblicare questa raccolta di prose inedite.

Prose nelle quali Philippe gioca, così come ci racconta Stefano Serri nella sua postfazione, “su un punto di vista inedito basato su dettagli di eventi quotidiani”, senza risultare mai banale, ma ponendosi come punto di riferimento di autori quali Lukàcs, T.S. Eliot, Thomas Mann, Leo Spitzer e Pratolini tra gli altri.




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Kilmeny del frutteto di Lucy M. Montgomery, edito da Caravaggio Editore

 Lucy M. Montgomery, nel 1910, fu invitata dal suo editore L. C. Page & Company a dedicarsi alla pubblicazione di un nuovo romanzo che prescindesse dai già famosi e acclamati Anne di Tetti Verdi e Anne di Avonlea.

La Montgomery si lasciò persuadere dal proprio editore, sebbene fosse convinta che il suo nuovo romanzo, Kilmeny del frutteto, molto diverso dai due romanzi dedicati ad Anne, non sarebbe piaciuto al suo pubblico di lettori.

Grazie alla casa editrice Caravaggio Editore e al traduttore nonché curatore di questo testo, Enrico De Luca, abbiamo la possibilità di leggere un romanzo che è fedele all’intento della scrittrice, grazie ad una traduzione accurata; allo stesso tempo anche la copertina riprende quella originale.

La protagonista di questo romanzo è Kilmeny, una dolce e bellissima ragazza che deve il suo nome ad una eroina scozzese presente nella raccolta di poesie epiche The Queen’s Wake del poeta scozzese James Hogg.

Non mi va di svelarvi troppo della trama, ma mi preme raccontarvi che Kilmeny, sebbene abbia vissuto sempre e solo  a contatto con la propria famiglia, è una ragazza dolce e sensibile, che ha il grande dono  di riuscire a parlare attraverso la musica del suo violino, sebbene sia impossibilitata a farlo con la voce. Una ragazza che ama la natura e che trascorre moltissimo tempo nel frutteto di famiglia.

Spesso, però, abbiamo bisogno di allargare i nostri orizzonti grazie al rapportarsi con persone nuove, diverse, che ci potranno aiutare a cambiare la nostra prospettiva di vita.

Kilmeny del frutteto è un romanzo dolce, ma allo stesso tempo triste, all’interno del quale la natura, ancora una volta nei romanzi della Montgomery, ha una grande importanza, come se fosse un altro personaggio della storia. Ma a differenza degli altri romanzi, la Montgomery punta la propria attenzione sulla componente psicologica. Cosa dire di più? Vi consiglio di leggerlo, cosicché ne potremo parlare in maniera più approfondita.



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L'orologio di Salvatore Di Giacomo, edito da Langella Edizioni

 Sebbene L’orologio di Salvatore Di Giacomo fosse stato pubblicato in rivista nel 1880 e nel 1892 in volume, appare al lettore moderno inedito perché uno scritto completamente diverso rispetto a quelli a cui siamo abituati di Di Giacomo.

Come ci spiega Patricia Bianchi nella postfazione a questo volume, L’orologio di Di Giacomo fu pubblicato da Luigi Chiurazzi nel 1892 nella collana in trentaduesimo “Biblioteca Lillipuzziana”; la quale, per ragioni tipografiche di completamento degli spazi, contiene altri tre brevi racconti di autori poco noti: Nell’ascensore di Paul Veron; Pioggia di aprile di Giacinto Ciamarra e Il Requiem di Mozart di Carmen.

L’editore Pasquale Langella ha una vera e propria passione per la “Biblioteca Lillipuzziana”, collezionandone i volumi. Per cui, sebbene dell’edizione di Chiurazzi siano in circolazione pochissime copie, conservate soprattutto in biblioteche pubbliche, una copia è in possesso anche di Pasquale. L’editore ha deciso di darla nuovamente alle stampe con una veste grafica completamente diversa per la sua collana Terra mia, arricchita dalla postfazione di Patricia Bianchi e da un disegno di Paolo La Motta.

L’orologio fa parte di un gruppo di racconti che il poeta e scrittore napoletano compone da giovane, e che rientrano nel genere fantastico con una ambientazione germanica, sulla scia di Hoffmann e Poe.

Se amate le ambientazioni cupe, i fantasmi, la fantasia e soprattutto se volete leggere un testo che vi mostrerà quanto fosse poliedrico Di Giacomo, non potete non averlo.

La lettura de L’orologio mi ha sconvolta, perché piuttosto che leggere Di Giacomo, mi sembrava di sfogliare un volume di Poe o di Hoffmann.

Non posso non ringraziare Pasquale Langella che con la sua competenza e caparbietà ci sta regalando tante chicche letterarie.



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Solidarietà e altre prose inedite di André Gide, edito da Via del Vento Edizioni

 André Gide è stato uno scrittore versatile e prolisso, difatti non gli era congeniale la forma breve del racconto, che vedeva come una gabbia che cercava di contenere i suoi flussi di parole. Proprio tenendo conto di ciò Stefano Serri e la casa editrice Via del Vento hanno voluto raccogliere in questo volumetto, Solidarietà e altre prose inedite, racconti di Gide che in Italia erano ancora inediti.

I testi raccolti in questo volume sono molto diversi tra loro, proprio a sottolineare la versatilità di André Gide. Potrete leggere Solidarietà, che ha tutti gli elementi di un racconto classico; ma anche L'agonia, autobiografico perché legato alla morte dello zio dello scrittore, Emile Rondeaux, e padre di colei che diventerà la moglie dello scrittore, Madeleine; oppure Diario senza date che si avvicina molto ad un saggio; In Spagna, invece, ha anch'esso una grande componente autobiografica. 

Questo volume sarà utile a scoprire aspetti inediti del famoso André Gide.



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Le mezze verità di Elizabeth Jane Howard, edito da Fazi editore

 Come recita l'incipit di Anna Karenina "ogni famiglia infelice è infelice a modo suo" e quella protagonista di Le mezze verità di Elizabeth Jane Howard, sembra non avere alcun motivo per essere felice.

May Browne-Lacey ha sposato in seconde nozze il Colonnello Herbert e acquistato per lui una bruttissima casa nel Surrey. Oliver ed Elizabeth, figli di May, e Alice, figlia del Colonnello, sono ormai adulti e sentono la necessità di portare avanti le loro vite lontano dalla lugubre casa di famiglia del Surrey.

In realtà il Colonnello è una persona terribile, egoista ed egocentrico, determinato a far sì che la vita in seno alla sua famiglia si svolga come è maggiormente congeniale ai suoi piaceri personali. 

Alice, sua figlia, mal tollerando la vita con un siffatto genitore e sebbene provi pietà per la povera May, preferisce un matrimonio senza amore, piuttosto che restare a vivere sotto lo stesso tetto col padre. Anche Oliver ed Elizabeth, nonostante l'amore verso la loro mamma, preferiscono restare lontani, a Londra, dove possono fingere che la madre viva un matrimonio sereno ed appagante.

Elizabeth Jane Howard, famosa per la saga dei Cazalet, dimostra, se ancora non si fosse compreso, nel romanzo Le mezze verità la capacità di scandagliare l'animo umano e i rapporti familiari, alla cui base spesso vi è il non-detto.

Il rapporto tra May e il Colonnello e con i loro figli è ricco di omertà, di volontà di nascondere la verità, a volte per non ferire gli altri familiari, ma anche per sembrare migliori di quello che si è. Ma la verità prima o poi viene a galla e quando succede in maniera violenta e inaspettata rompe gli argini, rischiando di travolgere tutte le persone coinvolte.



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Strane creature di Tracy Chevalier, edito da Neri Pozza

 Quando il fratello è pronto a sposarsi, le tre sorelle Philpot, tutte e tre nubili e ormai senza la protezione dei genitori, decidono di abbandonare la casa paterna a Londra, per evitare di imporre la loro presenza alla cognata. Stabiliscono, così, la loro dimora a Lyme, piccolo villaggio sulla costa meridionale inglese, nel Sussex.

Nel 1811 Lyme è una cittadina tranquilla e le tre sorelle londinesi sono un piacevole diversivo in un ambiente così anonimo e solitario.

La maggiore delle sorelle, Elizabeth, che dovrebbe essere una triste zitella, che ormai a venticinque anni non ha alcuna possibilità di sposarsi, è invece una donna colta, indipendente e serena. Adora recarsi sulla spiaggia con qualsiasi clima alla ricerca di "strane creature". Sua compagna di ricerche sarà la giovanissima Mary Anning, figlia dell'ebanista, anch'ella indipendente e libera e che aiuta l'economia familiare cercando e rivendendo fossili.

La passione per i fossili legherà la vita di queste due donne così diverse tra loro, facendole apparire agli occhi di una società estremamente maschilista come quella inglese del Diciannovesimo secolo, come eccessivamente stravaganti.

Per la stesura di questo romanzo, Tracy Chevalier si è ispirata alla vera Mary Anning, che a Lyme Bay portò alla luce il primo ittosauro, favorendo così la svolta negli studi sull'evoluzione, che trovarono compimento nel 1859 con la pubblicazione dell'Origine della specie di Darwin.

Sebbene avessi questo romanzo nella mia libreria da un po' di tempo, non mi decidevo a leggerlo perché avevo trovato abbastanza noioso La ragazza con l'orecchino di perla della stessa Chevalier. Ma quando la mia amica Rita Pino, che lo stava leggendo, mi ha telefonata entusiasta invitandomi a leggerlo perché era un romanzo fresco e "azzurro", non ho resistito. Devo ammettere che non me ne sono pentita affatto. 

Strane creature è un romanzo che affronta, in parallelo, diverse tematiche interessanti. Nulla di più stimolante  di una società estremamente maschilista, che permette alle donne di studiare ma le ghettizza quando lo fanno, dovendo addirittura ad una donna, per giunta una popolana, tutta una serie di scoperte che hanno proiettato l'umanità verso la modernità e lontano da credenze religiose radicate.



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Positano di John Steinbeck, edito da Graus Edizioni

 Nel 1943, durante il secondo conflitto mondiale, John Steinbeck, pilastro e premio Nobel della letteratura americana, era stato in Italia, innamorandosi di una nazione martoriata dalla guerra. Un decennio dopo ci tornerà in un viaggio di piacere con la moglie. Ritornerà in patria con una vera e propria fissazione per Positano, trasmessagli dal nostro Alberto Moravia.

Con l'arguzia, la sensibilità e l'ironia che lo contraddistingue e che caratterizza la sua scrittura, Steinbeck scrive un resoconto dettagliato del suo viaggio verso Positano e della sua permanenza presso quella meravigliosa cittadina. Il suo lungo articolo sarà poi pubblicato su Harper's Bazar, rivelando agli americani tutte le attrattive della Costiera Amalfitana in generale e di Positano in particolare.

Un'edizione dell'articolo di Steinbeck, questa edita da Graus Edizioni, accurata sotto tutti i punti di vista.

Al suo interno troverete sia il testo in traduzione che in originale, il tutto corredato da una interessante prefazione di Giuseppe Guida, attuale sindaco di Positano e da due postfazioni. Non mancano foto storiche della cittadina e una bellissima fotografia di una ceramica Positano che arricchisce e impreziosisce la copertina.

Non sempre, devo ammettere, mi fanno impazzire i reportage di viaggio, ma Steinbeck è straordinario anche in questa tipologia di testo.



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La luna e il tasso e altre poesie di Sylvia Plath, edito da Via del Vento Edizioni

 La casa editrice Via del Vento Edizioni, per la sua collana dedicata alla poesia, ci ripropone alcune poesie di Sylvia Plath, tradotte e curate da Piera Mattei. Come sosteneva Joyce Carol Oates, la Plath è "una figura tragica coinvolta in un'azione tragica" che ci viene offerta dalla scrittrice sia attraverso le sue opere in prosa si attraverso quelle in poesia.

Grazie a queste poesie dal linguaggio semplice ma ricco di pathos e dolore, riusciremo a ripercorrere la breve tragica esistenza della scrittrice e della poetessa americana.



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Il fantasma e altre prose inedite di Marguerite Burnat-Provins, edito da Via del Vento Edizioni

 Marguerite Burnat-Provins, nata ad Arras nel 1872, aveva ereditato dal padre, un colto avvocato, l'amore per la natura e per la cultura; mentre dal nonno materno la passione per la pittura. 

Una donna singolare o meglio, come la definirà André Gide, "una creatura straordinaria" che grazie al suo impegno in letteratura e nell'arte riuscì a convivere non solo con le sue allucinazioni personali, ma anche con gli incubi di un secolo intero.

Grazie alle Via del Vento Edizioni e a Marco Alessandrini e Stefano Serri, curatore e traduttore, abbiamo la possibilità di leggere alcune prose di Marguerite rimaste inedite in Italia. Una scrittura vivida ed estremamente moderna la sua.



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Emily di Luna Nuova di Lucy M. Montgomery, edito da Caravaggio Editore

 Lucy M. Montgomery è famosa per essere la madre letteraria di Anne Shirley, che, in Italia, impropriamente viene ricordata come Anna dai capelli rossi. Ma la Montgomery è stata una scrittrice prolifica, che ha scritto molto, dando vita ad altri personaggi altrettanto straordinari.

Tra questi c'è la piccola Emily, protagonista del romanzo omonimo, Emily di Luna Nuova, che ho letto nella bellissima edizione pubblicata da Caravaggio Editore, curata da Enrico De Luca ed illustrata da Massimiliano Modica.

Quando la piccola Emily aveva perso la mamma, aveva potuto contare sull'amore e sulla comprensione del suo amato papà, che l'aveva cresciuta non facendole mai mancare affetto e serenità. Alla scomparsa del papà, Emily si era sentita per la prima volta nella sua vita sola, priva di comprensione e come un peso per la famiglia materna, i Murray, che avevano ripudiato la mamma di Emily quando si era sposata, perché consideravano l'uomo di gran lunga inferiore alla loro amata Juliet.

Trasferitasi a Luna Nuova, l'antica dimora dei Murray, Emily condurrà una vita completamente diversa a quella vissuta fino a quel momento, sentendosi sempre inferiore rispetto alle aspettative dei suoi parenti. Emily troverà rifugio nella scrittura.

La protagonista di questo romanzo è un'eroina straordinaria, ma completamente diversa da Anne e molto più vicina alla Montgomery.

Leggere questo romanzo vi donerà molte ore di serenità e di fuga dalla triste realtà che ci circonda, soprattutto in questo momento storico.



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Anne dell'isola di L. M. Montgomery, edito da Lettere Animate

 Anne dell'isola è il quarto volume scritto da Lucy Maud Montgomery e dedicato ad Anne Shirley. In realtà la Montgomery non avrebbe voluto scriverlo, ma fu spinta a farlo dal suo editore dopo il successo della raccolta di racconti Cronache di Avonlea. Grazie al curatore Enrico De Luca e alla casa editrice Lettere Animate, abbiamo la possibilità di leggere l'edizione integrale in italiano.

Anne Shirley è ormai una giovane donna, sicura della propria bellezza e della propria intelligenza, sempre propensa ad accogliere volentieri la fantasia nella sua vita, ma senza farle prendere il sopravvento, come avveniva durante la sua adolescenza.

Finalmente potrà realizzare il suo sogno di laurearsi alla Redmond, che aveva accantonato per un po' per prendersi cura della cara Marilla.

Sebbene il suo trasferimento a Kingsport avvenga in compagnia di alcuni tra gli amici di sempre, tra i quali Gilbert Blythe, sarà doloroso lasciare a casa la sua adorata Diana. Il trasferimento nella casetta, Il posto di Patty, con vecchie e nuove amiche, darà la possibilità ad Anne di vivere serena ed allegra come se fosse ritornata a Tetti Verdi.

L'amore per lei sarà una nota dolente: impegnata a rifiutare Gilbert, si convincerà di amare Ray Gardner che sembrava incarnare alla perfezione il suo uomo ideale. Presto o tardi si renderà conto, invece, di volere "qualcuno che appartenga alla mia vita" e di averlo avuto sempre accanto.

La Montgomery, ancora una volta, si è rivelata una maestra nelle descrizioni non solo di ciò che circonda i personaggi, ma anche del loro carattere e dei loro stati d'animo. Tutto ciò senza mai annoiare il lettore.



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Niente da fare di La Rochelle, edito da Via del Vento Edizioni

 Niente da fare raccoglie al suo interno due racconti di La Rochelle: La donna con il cane e appunto Niente da fare, che dà il titolo alla raccolta stessa.

La Rochelle ha avuto un'esistenza particolare, culminata nella scelta di togliersi la vita prematuramente. Un uomo, Direu La Rochelle, vissuto nella prima metà del Novecento e vivendo in pieno i cambiamenti radicali dell'Europa a cavallo tra le due guerre, sembra non riuscire a trovare un posto per se stesso, costantemente deluso da ciò che si succede in politica e nella cultura europea.

In questi due racconti, tradotti e pubblicati in Italia per la prima volta dalle Via del Vento Edizioni, si avverte tutto il dolore e la straordinarietà di Direum che "il 15 marzo del 1945 trovò, o credette di trovare, la soluzione. Provvisoria, naturalmente".



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Conache di Avonlea di L.M. Montgomery, edito da Lettere Animate

 Dopo tre anni dalla pubblicazione di Anne di Avonlea, l'autrice, Lucy Maud, Montgomery, decise di cedere alle pressioni del suo editore e di pubblicare un nuovo volume che avesse per protagoniste la giovane e stravagante Anne Shirley.

In realtà Cronache di Avonlea è una raccolta di dodici racconti ambientati appunto ad Avonlea; i cui protagonisti sono personaggi non meno stravaganti della giovane Anne.

Sebbene subito dopo l'uscita di questo libro la Montgomery avesse dichiarato che nelle Cronache di Avonlea "Anne Shirley di Tetti verdi e di Avonlea interpreta qualche parte", in realtà la ragazza non compare come un vero e proprio personaggio in questi racconti.

Ancora una volta il lavoro del curatore Enrico De Luca e della casa editrice Lettere Animate è stato egregio, permettendo, finalmente, ai lettori italiani di poter leggere Cronache di Avonlea così come erano state ideate e scritte dall'autrice canadese.

A me, però, questo terzo volume della saga di Anne non è piaciuto molto, proprio perché Anne Shirley è un personaggio che compare saltuariamente e di striscio nella narrazione. A lei accennano en passant gli altri personaggi, raccontando della straordinarietà e vivacità della ragazza che, però, non si avverte nella narrazione  come avviene, invece, nei due volumi precedenti.



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Il soldato Schwendar di Hugo von Hofmannsthal, edito da Via del Vento Edizioni

 Le Via del Vento Edizioni, che quest'anno festeggiano i loro trenta anni di attività, sono note ai lettori appassionati e ai bibliofili perché editano testi di autori famosi e noti per il loro spessore culturale che non sono ancora stati tradotti e pubblicati in Italia.

Hugo von Hofmannsthal è stato uno scrittore prolifico, i cui testi sono stati resi noti soprattutto dopo la sua morte. Grazie alla cura di Claudia Ciardi sono stati raccolti in questo volume scritti di Hofmannsthal che, probabilmente, sarebbero dovuti confluire nel più ampio progetto "storia di soldati".

Le prose di questo autore sono scritte con uno stile chiaro e diretto, senza giri di parole, mostrando perfettamente quello che lo scrittore vuole mostrarci o farci vedere attraverso i suoi occhi, ci riesce perfettamente perché, come ci spiega la Ciardi nella postfazione, "le tracce autobiografiche si trovano disseminate ovunque".

Ancora una volta le Via del Vento Edizioni mostrano di essere attente ai libri che pubblicano in tutte le fasi della produzione editoriale.



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Il professore di Charlotte Bronte, edito da Fazi Editore

 Il professore è il primo romanzo scritto da Charlotte Bronte, ma pubblicato solo dopo la sua morte, perché giudicato dagli editori troppo realistico. Questo sarà l'unico romanzo in cui la Bronte si calerà nei panni di un uomo che sarà sia il protagonista che il narratore della storia.

William Crimsworth, uomo colto e sensibile, cercherà di trovare stabilità lavorativa ed emotiva. Abbandonato un lavoro monotono e tedioso, scoprirà in Belgio che la sua vocazione è l'insegnamento, che eserciterà prima in un collegio maschile e poi in uno femminile. Qui si innamorerà della sua allieva migliore, Frances Henri, ma molti ostacoli si frapporranno sulla loro strada. 

La storia appare scontata e noiosa e si avverte una scrittura ancora immatura. Sebbene Charlotte sia brava a raccontare in maniera realistica la vicenda, probabilmente le risulta semplice per aver vissuto anch'essa una storia simile. L'approfondimento psicologico dei personaggi e la critica ad alcuni elementi caratterizzanti l'epoca vittoriana, come la differenza di genere o quella tra classi sociali, vivacizzano in alcuni punti la lettura, ma non la rendono meno noiosa. In alcuni brani del romanzo si intravede quello che sarà il genio letterario di Charlotte Bronte, ma si avverte a chiare lettere che è ancora in fieri.



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Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, edito da Fetrinelli


“L’artista è il creatore delle cose belle”: così Oscar Wilde esordisce nella prefazione a “Il ritratto di Dorian Gray”; e c’è da dire che Wilde ha creato non una cosa, ma un'opera davvero bella. Lo scrittore irlandese ci porta con sè nel XIX secolo, mostrandoci contemporaneamente due mondi dissociati tra loro: quello della morale ottocentesca e quello della lussuria. Wilde suscita in noi curiosità già dalle prima pagine: Dorian Gray giovane, ricco e bellissimo verrà guidato lungo il cammino della lussuria da Lord Henry, suscitando nel giovane i più oscuri desideri. Dorian Gray rinuncerà alla propria anima, ai propri valori, pur di tenersi il suo aspetto fanciullesco. Ma il suo castigo sarà quello di vedere la sua anima mutare quando compirà un’azione malevola, guardando mutare il ritratto come se si trovasse davanti ad uno specchio: “Per ogni peccato commesso, una macchia avrebbe contaminato e corrotto la sua bellezza". Dorian Gray cercherà di rimediare ad una vita di gesti egoistici ed insani,  ma il risultato sarà catastrofico: “Avrebbe ucciso il passato, e morto questo sarebbe stato libero”.

Un romanzo, questo di Wilde, che si legge tutto d'un fiato, ci si siede come in un teatro a guardare vizi e virtù degli uomini che prendono vita incarnandosi in personaggi contorti, ma vicini a noi e alla nostra realtà. Con questo testo Wilde vuole dimostrare che la vita ci guasta e ci corrompe per il solo fatto di viverla e che non si può sfuggire dai rimorsi, che invece ci divorano. Ma siamo sicuri che volesse tenerci lontani da questo genere di vita e non volesse invece spingerci verso di lei?

Giulia Mattera




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Gli altarini di Matilde Serao, edito da Langella Edizioni

 Gli altarini è un racconto tratto da Il ventre di Napoli di Matilde Serao, nella edizione Perrella del 1906, secondo volume pubblicato dalla casa editrice Langella Edizioni per la collana Carte e cartuscelle. L'editore, bibliofilo e libraio Pasquale Langella unisce in questa edizione di pregio stampata su carta Amalfi di Amatruda, rilegata a mano in 100 copie numerate sempre a mano, vari aspetti del suo amore per la città dove è nato, cresciuto e dove lavora: Napoli.

Il nome della collana è un riferimento al grande Pino Daniele. Il racconto della Serao ci mostra una Napoli divisa tra una forte fede religiosa e una grande superstizione: entrambe, come ci racconta la autrice, permeano totalmente il popolo partenopeo. Pasquale Langella non lascia nulla al caso e i fortunati che sono riusciti ad aggiudicarsi questa chicca - che è ormai esaurita - hanno trovato nella splendida confezione che racchiude Gli altarini una foto di Sergio Siano, badate non sempre la stessa, ma una diversa per ognuna delle cento copie.



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