VIA COL VENTO di MARGARET MITCHELL
IL GIARDINO SEGRETO di F. H. BURNETT
“Uno degli aspetti strani della vita è che solo qualche volta sei sicuro di poter vivere per sempre e per sempre e per sempre”, tutte le volte che ti capita di vedere o vivere emozioni belle, coinvolgenti, che ti mostrano la bellezza della vita. Altrimenti la vita appare come una punizione che subisci, in attesa che tu possa finalmente liberarti di essa.
Questa era stata la vita del giovane Colin Craven, nella tenuta inglese di Misselthwaite Manor dalla nascita, che era coincisa con la perdita della sua mamma e da un dolore enorme per il padre Archibald, che non riusciva ad avvicinarsi troppo al figlio.
Tutto questo ci viene raccontato da F. H. Burnett nel suo Il giardino segreto ̶ libro per ragazzi, ma che può e deve essere letto anche dagli adulti ̶ che io ho letto nella traduzione di Giancarlo Carlotti per Feltrinelli Editore.
In realtà protagonista di questo romanzo è la giovane Mary Lennox, nata e vissuta in India per i primi dieci anni della sua vita. Una bambina a cui il clima indiano non ha per nulla giovato dal punto di vista fisico; ma anche una bambina viziata, despota, che non ha mai avuto a che fare con nessuno se non coi propri servitori. Mary non ha mai ricevuto molto affetto nella sua vita e per questo non riesce a soffrire molto per la perdita dei suoi genitori.
Accetterà come inevitabile il recarsi a vivere in Inghilterra dallo zio Archibald Craven. Una vita che inizialmente appare uguale, se non peggiore a quella che ha vissuto in India. Ma grazie alla sua cameriera Martha, al fratello di lei Dickon, a Colin e ad un misterioso giardino segreto, la vita apparirà finalmente meravigliosa.
HEIDI di JOHANNA SPYRI
La collana I Classici Ritrovati della Caravaggio Editore e diretta da Enrico De Luca si è arricchita di un nuovo volume: Heidi. Gli anni della sua formazione e peregrinazione scritto da Johanna Spyri.
Il testo, tradotto per questa nuova edizione da Chiara Gianni, è impreziosito dall’introduzione di Enrico De Luca e dalla riproduzione delle tavole originali di Jessie Willcox Smith, create come ci racconta Enrico, “per l’edizione americana pubblicata da David McKay”.
Nella introduzione scopriamo anche che a spingere Enrico De Luca a lavorare ad una nuova edizione di questo romanzo è stato l’amore per l’anime Heidi del 1974, e il desiderio che i lettori italiani potessero leggere questo testo “in una forma rispettosa del testo originale e soprattutto nella sua interezza, senza riscritture e adattamenti”.
Ammetto di essere di parte anche io e di aver amato, come Enrico, l’anime Heidi. Ritrovando quella Heidi che avevo conosciuto da bambina in questo romanzo di formazione che ha come protagonista una bimba di cinque anni, rimasta orfana troppo presto di entrambi i genitori, senza che questo abbia alterato in alcun modo il suo splendido carattere.
Ambientato tra la Svizzera e la Germania della seconda metà del XIX secolo, Heidi conoscerà prima la vita libera, semplice e felice in montagna con suo nonno e poi la vita agiata a Francoforte presso la famiglia Sesemann come compagna di giochi della piccola Clara.
Ancora una volta Enrico De Luca e la Caravaggio Editore ci regalano un gioiellino da leggere e possedere necessariamente.
Alexandre Dumas, Maria Stuarda, Scrittura & Scritture
La casa editrice napoletana Scrittura & Scritture, con la sua collana VociRiscoperte, ci da la possibilità di leggere Maria Stuarda di Alexandre Dumas, che con Giovanna di Napoli fa parte della serie Delitti celebri.
Alexandre Dumas, che indaga la storia come uno studioso e scrive storie come l’eccellente romanziere qual è, racconta, nel suo omonimo romanzo le vicende che ebbero come protagonista Maria Stuarda.
Donna importantissima per la politica inglese e francese del XVI secolo, ma anche nelle guerre di religione che stavano dilaniando l’Europa, avrà una vita complicata. Maria, per nascita e per matrimonio, era regina di Scozia e Francia e per molti sarebbe dovuta esserlo anche di Inghilterra, al posto dell’infedele Elisabetta I, ma trascorrerà gli ultimi venti anni della sua vita in una prigionia che nulla aveva di adatto al suo rango.
Alexandre Dumas padre ci descrive non solo le vicissitudini della usurpata regina Maria, ma anche e soprattutto il modo in cui la donna Mary reagisce a tanto dolore. Dumas ci descrive una donna forte, dignitosa, riconoscente nei confronti di coloro che le sono fedeli.
Alexandre Dumas padre dimostra anche con questo romanzo di essere un grande scrittore, capace di calarsi nei panni non solo di una donna, ma anche di una grande regina dal tragico destino.
Kilmeny del frutteto di Lucy M. Montgomery, edito da Caravaggio Editore
Lucy M. Montgomery, nel 1910, fu invitata dal suo editore L. C. Page & Company a dedicarsi alla pubblicazione di un nuovo romanzo che prescindesse dai già famosi e acclamati Anne di Tetti Verdi e Anne di Avonlea.
La Montgomery si lasciò persuadere dal proprio editore, sebbene fosse convinta che il suo nuovo romanzo, Kilmeny del frutteto, molto diverso dai due romanzi dedicati ad Anne, non sarebbe piaciuto al suo pubblico di lettori.
Grazie alla casa editrice Caravaggio Editore e al traduttore nonché curatore di questo testo, Enrico De Luca, abbiamo la possibilità di leggere un romanzo che è fedele all’intento della scrittrice, grazie ad una traduzione accurata; allo stesso tempo anche la copertina riprende quella originale.
La protagonista di questo romanzo è Kilmeny, una dolce e bellissima ragazza che deve il suo nome ad una eroina scozzese presente nella raccolta di poesie epiche The Queen’s Wake del poeta scozzese James Hogg.
Non mi va di svelarvi troppo della trama, ma mi preme raccontarvi che Kilmeny, sebbene abbia vissuto sempre e solo a contatto con la propria famiglia, è una ragazza dolce e sensibile, che ha il grande dono di riuscire a parlare attraverso la musica del suo violino, sebbene sia impossibilitata a farlo con la voce. Una ragazza che ama la natura e che trascorre moltissimo tempo nel frutteto di famiglia.
Spesso, però, abbiamo bisogno di allargare i nostri orizzonti grazie al rapportarsi con persone nuove, diverse, che ci potranno aiutare a cambiare la nostra prospettiva di vita.
Kilmeny del frutteto è un romanzo dolce, ma allo stesso tempo triste, all’interno del quale la natura, ancora una volta nei romanzi della Montgomery, ha una grande importanza, come se fosse un altro personaggio della storia. Ma a differenza degli altri romanzi, la Montgomery punta la propria attenzione sulla componente psicologica. Cosa dire di più? Vi consiglio di leggerlo, cosicché ne potremo parlare in maniera più approfondita.
I tre pugnali di Pietro Mormino, edito da Edizioni SO
Come ci racconta Simone Berni nella Introduzione a I tre pugnali di Pietro Mormino, edito da Edizioni SO, senza la cura e l’attenzione di Roberto Pirani, Mormino sarebbe passato “alla storia solo come una delle vittime del Fascismo”. In effetti il 12 luglio del 1944 fu fucilato dalle SS tedesche insieme ad altre 66 persone che come lui erano recluse nel campo di concentramento di Fossoli.
Eppure, oltre alla sua tragica morte, Pietro Mormino era uno scrittore di romanzi polizieschi anche abbastanza prolifico, ma molti scritti con uno pseudonimo, per cui è complicato risalire a tutte le sue opere.
Simone Berni, in veste di editore delle Edizioni SO, ha deciso di dare la possibilità ai lettori italiani di leggere I tre pugnali di Mormino.
Un romanzo ambientato a Roma durante il ventennio fascista. Daniele Santi è un uomo d’affari romano, proprietario tra l’altro di una banca e di un giornale; un uomo senza scrupoli e con pochi, pochissimi amici e tanti nemici che sarebbero davvero felici di vederlo morto. Quando sarà trovato morto, il commissario che si occupa delle indagini si convincerà subito di aver trovato il colpevole, conducendo gli interrogatori in modo davvero scontato. Grazie, però, al vice commissario, uomo curioso ed intelligente si riuscirà a trovare il colpevole.
Non voglio raccontarvi altro della trama, ma è un romanzo davvero particolare, che vi condurrà spesso fuori pista, ricco di ironia e genialità.
Nei grandi boschi del Wisconsin di Laura Ingalls Wilder, edito da Galluccio
La casa nella prateria è un telefilm che tutti abbiamo guardato tra la fine degli anni '80 e gli anni '90, seguendo attentamente le vicende della piccola Laura Ingalls e della sua famiglia.
Laura è nata in Wisconsin alla fine dell'Ottocento da una famiglia di agricoltori, ricca d'amore e di esempi positivi per i più piccoli. Aveva 4 anni, la piccola Laura, quando suo padre decise di spostarsi verso i territori messi a disposizione dei coloni dal governo americano.
Nei grandi boschi del Wisconsin è una sorta di numero zero di una serie che consta di altri sette volumi. In questo romanzo impareremo a conoscere la famiglia di Laura e a prepararci ad affrontare questo viaggio nelle praterie americane.
Un viaggio che, come consiglia l'editore Gallucci sul retro della copertina, si può affrontare dagli 11 ai 99 anni.
Le mezze verità di Elizabeth Jane Howard, edito da Fazi editore
Come recita l'incipit di Anna Karenina "ogni famiglia infelice è infelice a modo suo" e quella protagonista di Le mezze verità di Elizabeth Jane Howard, sembra non avere alcun motivo per essere felice.
May Browne-Lacey ha sposato in seconde nozze il Colonnello Herbert e acquistato per lui una bruttissima casa nel Surrey. Oliver ed Elizabeth, figli di May, e Alice, figlia del Colonnello, sono ormai adulti e sentono la necessità di portare avanti le loro vite lontano dalla lugubre casa di famiglia del Surrey.
In realtà il Colonnello è una persona terribile, egoista ed egocentrico, determinato a far sì che la vita in seno alla sua famiglia si svolga come è maggiormente congeniale ai suoi piaceri personali.
Alice, sua figlia, mal tollerando la vita con un siffatto genitore e sebbene provi pietà per la povera May, preferisce un matrimonio senza amore, piuttosto che restare a vivere sotto lo stesso tetto col padre. Anche Oliver ed Elizabeth, nonostante l'amore verso la loro mamma, preferiscono restare lontani, a Londra, dove possono fingere che la madre viva un matrimonio sereno ed appagante.
Elizabeth Jane Howard, famosa per la saga dei Cazalet, dimostra, se ancora non si fosse compreso, nel romanzo Le mezze verità la capacità di scandagliare l'animo umano e i rapporti familiari, alla cui base spesso vi è il non-detto.
Il rapporto tra May e il Colonnello e con i loro figli è ricco di omertà, di volontà di nascondere la verità, a volte per non ferire gli altri familiari, ma anche per sembrare migliori di quello che si è. Ma la verità prima o poi viene a galla e quando succede in maniera violenta e inaspettata rompe gli argini, rischiando di travolgere tutte le persone coinvolte.
Strane creature di Tracy Chevalier, edito da Neri Pozza
Quando il fratello è pronto a sposarsi, le tre sorelle Philpot, tutte e tre nubili e ormai senza la protezione dei genitori, decidono di abbandonare la casa paterna a Londra, per evitare di imporre la loro presenza alla cognata. Stabiliscono, così, la loro dimora a Lyme, piccolo villaggio sulla costa meridionale inglese, nel Sussex.
Nel 1811 Lyme è una cittadina tranquilla e le tre sorelle londinesi sono un piacevole diversivo in un ambiente così anonimo e solitario.
La maggiore delle sorelle, Elizabeth, che dovrebbe essere una triste zitella, che ormai a venticinque anni non ha alcuna possibilità di sposarsi, è invece una donna colta, indipendente e serena. Adora recarsi sulla spiaggia con qualsiasi clima alla ricerca di "strane creature". Sua compagna di ricerche sarà la giovanissima Mary Anning, figlia dell'ebanista, anch'ella indipendente e libera e che aiuta l'economia familiare cercando e rivendendo fossili.
La passione per i fossili legherà la vita di queste due donne così diverse tra loro, facendole apparire agli occhi di una società estremamente maschilista come quella inglese del Diciannovesimo secolo, come eccessivamente stravaganti.
Per la stesura di questo romanzo, Tracy Chevalier si è ispirata alla vera Mary Anning, che a Lyme Bay portò alla luce il primo ittosauro, favorendo così la svolta negli studi sull'evoluzione, che trovarono compimento nel 1859 con la pubblicazione dell'Origine della specie di Darwin.
Sebbene avessi questo romanzo nella mia libreria da un po' di tempo, non mi decidevo a leggerlo perché avevo trovato abbastanza noioso La ragazza con l'orecchino di perla della stessa Chevalier. Ma quando la mia amica Rita Pino, che lo stava leggendo, mi ha telefonata entusiasta invitandomi a leggerlo perché era un romanzo fresco e "azzurro", non ho resistito. Devo ammettere che non me ne sono pentita affatto.
Strane creature è un romanzo che affronta, in parallelo, diverse tematiche interessanti. Nulla di più stimolante di una società estremamente maschilista, che permette alle donne di studiare ma le ghettizza quando lo fanno, dovendo addirittura ad una donna, per giunta una popolana, tutta una serie di scoperte che hanno proiettato l'umanità verso la modernità e lontano da credenze religiose radicate.
Positano di John Steinbeck, edito da Graus Edizioni
Nel 1943, durante il secondo conflitto mondiale, John Steinbeck, pilastro e premio Nobel della letteratura americana, era stato in Italia, innamorandosi di una nazione martoriata dalla guerra. Un decennio dopo ci tornerà in un viaggio di piacere con la moglie. Ritornerà in patria con una vera e propria fissazione per Positano, trasmessagli dal nostro Alberto Moravia.
Con l'arguzia, la sensibilità e l'ironia che lo contraddistingue e che caratterizza la sua scrittura, Steinbeck scrive un resoconto dettagliato del suo viaggio verso Positano e della sua permanenza presso quella meravigliosa cittadina. Il suo lungo articolo sarà poi pubblicato su Harper's Bazar, rivelando agli americani tutte le attrattive della Costiera Amalfitana in generale e di Positano in particolare.
Un'edizione dell'articolo di Steinbeck, questa edita da Graus Edizioni, accurata sotto tutti i punti di vista.
Al suo interno troverete sia il testo in traduzione che in originale, il tutto corredato da una interessante prefazione di Giuseppe Guida, attuale sindaco di Positano e da due postfazioni. Non mancano foto storiche della cittadina e una bellissima fotografia di una ceramica Positano che arricchisce e impreziosisce la copertina.
Non sempre, devo ammettere, mi fanno impazzire i reportage di viaggio, ma Steinbeck è straordinario anche in questa tipologia di testo.
Niente da fare di La Rochelle, edito da Via del Vento Edizioni
Niente da fare raccoglie al suo interno due racconti di La Rochelle: La donna con il cane e appunto Niente da fare, che dà il titolo alla raccolta stessa.
La Rochelle ha avuto un'esistenza particolare, culminata nella scelta di togliersi la vita prematuramente. Un uomo, Direu La Rochelle, vissuto nella prima metà del Novecento e vivendo in pieno i cambiamenti radicali dell'Europa a cavallo tra le due guerre, sembra non riuscire a trovare un posto per se stesso, costantemente deluso da ciò che si succede in politica e nella cultura europea.
In questi due racconti, tradotti e pubblicati in Italia per la prima volta dalle Via del Vento Edizioni, si avverte tutto il dolore e la straordinarietà di Direum che "il 15 marzo del 1945 trovò, o credette di trovare, la soluzione. Provvisoria, naturalmente".
Conache di Avonlea di L.M. Montgomery, edito da Lettere Animate
Dopo tre anni dalla pubblicazione di Anne di Avonlea, l'autrice, Lucy Maud, Montgomery, decise di cedere alle pressioni del suo editore e di pubblicare un nuovo volume che avesse per protagoniste la giovane e stravagante Anne Shirley.
In realtà Cronache di Avonlea è una raccolta di dodici racconti ambientati appunto ad Avonlea; i cui protagonisti sono personaggi non meno stravaganti della giovane Anne.
Sebbene subito dopo l'uscita di questo libro la Montgomery avesse dichiarato che nelle Cronache di Avonlea "Anne Shirley di Tetti verdi e di Avonlea interpreta qualche parte", in realtà la ragazza non compare come un vero e proprio personaggio in questi racconti.
Ancora una volta il lavoro del curatore Enrico De Luca e della casa editrice Lettere Animate è stato egregio, permettendo, finalmente, ai lettori italiani di poter leggere Cronache di Avonlea così come erano state ideate e scritte dall'autrice canadese.
A me, però, questo terzo volume della saga di Anne non è piaciuto molto, proprio perché Anne Shirley è un personaggio che compare saltuariamente e di striscio nella narrazione. A lei accennano en passant gli altri personaggi, raccontando della straordinarietà e vivacità della ragazza che, però, non si avverte nella narrazione come avviene, invece, nei due volumi precedenti.
Pollyanna di Eleanor H. Porter, edito da Caravaggio Editore
Il romanzo Pollyanna fu pubblicato per la prima volta nel 1913 e fu definito subito "una storia evangelica". Il successo di questo romanzo e del suo seguito, Pollyanna cresce, fu immediato e così travolgente da portare, già negli anni immediatamente successivi, a tutta una serie di adattamenti teatrali, cinematografici, televisivi e letterari.
Grazie alla Caravaggio Editore che lo ha pubblicato nella sua collana I classici ritrovati e ad Enrico De Luca che ha curato il volume, possiamo leggere il romanzo così come era stato scritto ed ideato dalla Porter, accompagnato dalle pregevoli illustrazioni di Massimiliano Modica.
Vi siete chiesti perché quella di Pollyanna fu definita "una storia evangelica"?
Pollyanna Whittier era rimasta orfana; senza più la sua mamma e il suo papà le restava solo la signorina Polly Harrington, una donna austera e solitaria, che aveva deciso di accogliere la figlia di sua sorella solo per assecondare il suo senso del dovere e per non dare adito ai benpensanti di elucubrare su di lei. Ben conscia che sarebbe stato difficile per lei amare sua nipote, il sui padre le aveva portato via, tanti anni prima, la sua amata sorella.
Sebbene la vita fosse stata difficile per la piccola Pollyanna, lei era sempre ottimista, riuscendo a trovare qualcosa di positivo anche nelle situazioni più difficili.
E quando la vita la metterà davanti ad una prova più ardua, durante la quale sarà difficile trovare qualcosa di positivo, allora l'aiuto le arriverà da una persona che non pensava di poter amare così tanto e di poter nascondere il proprio dolore.
Un romanzo, questo , che dovrebbe essere letto ad ogni età, perché non è mai troppo tardi per imparare ad essere positivi.
L'incubo di Hill House di Shirley Jackson, edito da Adelphi
Eleanor Valance è una giovane donna tormentata, che ha avuto una vita difficile e che, per sua stessa ammissione, non è mai stata felice. Quando le arriva una lettera dal professor Montague, antropologo e studioso di fenomeni paranormali, con la quale la invita a soggiornare a Hill House, lei sarà felice di abbandonare la sua vita triste e buttarsi in un'avventura che non sa dove la porterà.
Arrivata a destinazione si renderà conto che Hill House non è una casa normale, ma un edificio che sembra avere una vita propria con conseguenti modifiche che apporta alla sua stessa architettura. Hill House ha un passato col quale non riesce a fare i conti e fa sì che "da oltre vent'anni non è idonea ad essere abitata da esseri umani".
L'incubo di Hill House, scritto da Shirley Jackson e pubblicato in Italia da Adelphi, è un vero e proprio classico del genere gotico. La Jackson è stata bravissima a creare un'atmosfera di perenne attesa: il lettore non riuscirà a leggere questo romanzo in modo rilassato, ma in continua attesa di un colpo di scena. E quando la situazione precipita, gli sembrerà inevitabile.
Il romanzo in sé non mi è dispiaciuto, ma durante tutta la lettura ho fatto inevitabili confronti con il film girato da Jan de Bont nel 1999: Presenze. Ed è la prima volta che mi capita che un film mi sia piaciuto di più rispetto al romanzo dal quale è stato tratto. Forse il regista è riuscito a sciogliere i nodi narrativi con maggiore chiarezza rispetto al libro.
Colloquio sentimentale e altre prose inedite di Jean Lorrain, edito da Via del Vento Edizioni
Jean Lorrain, in Colloquio sentimentale e altre prose inedite, ci mostra quanto si può essere in errore sull'amore, soprattutto ad una certa età.
Grazie alla Via del Vento Edizioni per averci dato la possibilità di leggerli in Italia.
Un sogno di vita di David Herbert Lawrence, edito da Via del Vento Edizioni
In questo racconto, come in molte altre opere dell'autore, il protagonista o almeno il coprotagonista è il paesaggio familiare e amato dall'autore, quello della sua infanzia. Un paesaggio che assumerà le caratteristiche di una sorta di Eden, dove il protagonista si risveglierà, tramutandosi da bruco in farfalla, in un futuro lontano e quanto mai evocativo. Non si conoscono le motivazioni che hanno spinto Lawrence a lasciare incompiuto questo racconto, forse, come afferma Francesco Cappellini, curatore del volume, "si accorse di aver sognato 'troppo', riducendo alla fine una possibilità reale per cui lottare a un quadretto d'Arcadia da appendere alla parete?".
Giovanna di Napoli Delitti celebri di Alexandre Dumas, edito da Scrittura & Scritture
Dopo la morte di re Roberto la vita del regno e quella della nuova regina sono completamente sconvolte. Circondatasi di persone che agiscono per il loro tornaconto personale e che fanno leva sui vizi verso i quali hanno spinto la giovane Giovanna, la regina darà il via ad un lungo periodo in cui la storia di Napoli sarà piena di delitti e sangue. Vivere a Napoli diventerà pericoloso e ognuno dovrà guardarsi le spalle.
Famoso per Il conte di Montecristo e per il ciclo de I tre Moschettieri, la casa editrice napoletana Scrittura & Scritture ci fa conoscere questa cronaca dello straordinario Alexandre Dumas. Nessuno come lui riesce a tenere il lettore col fiato sospeso e lo trascina fino all'ultima pagina senza dargli la possibilità senza dargli la possibilità di lasciare il testo.
Il fantasma dell'abate La tentazione di Maurice Treherne di Louisa May Alcott, edito da Elliot
Le carte in tavola saranno però mischiate dalla comparsa inaspettata del fantasma dell'abate. Scopriremo così che la ricca dimora della famiglia Treherne è stata costruita su di un'abazia, non in disuso ma pienamente attiva ed espropriata proprio per costruire la casa. Da allora grava sui maschi Treherne una maledizione.
Leggere un romanzo o un racconto scritto dalla Alcott è sempre per me un'avventura straordinaria, perché mi piace cercare di capire se lei è riuscita ad intraprendere un percorso letterario diverso da quello tracciato con Piccole donne. Questa volta mi è sembrato di leggere uno dei romanzi scritti da Jo March e che il professor Bhaer aveva definito cattivi, a tal punto che la giovane scrittrice aveva pensato di bruciarli.
In realtà questo romanzo non è cattivo ma non è neanche straordinario. Una storia ben organizzata e ben scritta che sarebbe potuta sembrare banale se, nell'ultima parte, la Alcott non avesse deciso di infarcirla con vari e variegati fantasmi, che hanno reso la storia meno scontata.
L'eredità di Louisa May Alcott, edito da Jo March
Un romanzo la cui scrittura è ancora acerba e che è stato rinvenuto per caso ad Harvard, ma riuscirete già a notare la scrittura che ci ha fatto amare Piccole donne.
Romeo e Giulietta di William Shakespeare, edito da Feltrinelli
Un amore che coinvolgerà anche altri membri delle due famiglie, con uno spargimento di sangue senza eguali per un fatto così privato. E se siete romantici come restare indifferenti dinanzi a tali dichiarazioni d'amore: "...è l'Oriente/ E Giulietta è il Sole! Sorgi, bel sole,/ E uccidi l'invidiosa luna, già/ Ammalata e pallida per il dolore/ Che tu sia ancella sia più bella di lei."
Ma se, come me, riuscirete a trovare l'edizione a cura di Agostino Lombardo, vi invito a leggere attentamente il suo saggio introduttivo. Grazie a Lombardo vi renderete conto che questa tragedia, e in particolare la morte di Mercuzio, rappresentano una vera e propria svolta sulla scrittura del Bardo. Shakespeare si vota alla tragedia e con la morte di Mercuzio fa morire, simbolicamente, la giovinezza e la libertà, la gioia di vivere e di fare teatro che l'amico di Romeo simboleggia.



















