LA BIBLIOTECARIA DI NEW YORK di BENEDICT E MURRAY
IL LIBRO DEI BALTIMORE di JOËL DICKER
LEZIONI DI CHIMICA di BONNIE GARMUS
JO THE MARCH SISTERS di GIULIA MODUGNO
UNA LOCANDA ROSSO LAMPONE di AMANDA COLOMBO
LA PASTICCIERA DI MEZZANOTTE di DESY ICARDI
LA BIBLIOTECA DEI LIBRI DIMENTICATI di NICOLA PESCE
L’ISOLA DOVE VOLANO LE FEMMINE di MARTA LAMALFA
DEMON COPPERHEAD di BARBARA KINGSOLVER
TEDDY di JASON REKULAK
IL ROSMARINO NON CAPISCE L’INVERNO di MATTEO BUSSOLA
L’UFFICIO DEGLI AFFARI OCCULTI di ÉRIC FOUASSIER
LA SUPPLENTE di CRISTINA FRASCA’
Cristina Frasca’, nel suo romanzo La supplente edito da Garzanti, apre le porte al mondo della scuola a chi crede di conoscerlo bene e invece non ne sa nulla.
Anna ha trent’anni e come una italianissima Bridget Jones sembra non combinarne una giusta; ma a muovere la sua vita è la passione: quella verso la letteratura e verso l’insegnamento.
In un momento nel quale insegnare prevede un percorso tortuoso e astruso, non le sembra vero di aver ottenuto una supplenza annuale in un istituto tecnico. Sebbene sia consapevole di quanto siano invise agli studenti le sue discipline di insegnamento, Anna è armata di buona volontà.
Non vogli svelarvi troppo della trama, vi dico solo che seguiremo le vicende personali e lavorative della protagonista parteggiando per lei per tutto il tempo.
Come insegnante ho trovato la storia carina e credibile: la scuola italiana è ricca di docenti tipo L’attimo fuggente, che devono scontrarsi con la realtà, ma non si abbattono. A chi ha tanto da ridire sui docenti, la Frasca’ mostra che “questo non è un lavoro che si può fare in parte. È qualcosa che ti avvolge completamente e risucchia energie che non pensavi di avere”.
GRANDE MERAVIGLIA di VIOLA ARDONE
Con Grande Meraviglia, edito da Einaudi, Viola Ardone conclude la sua trilogia sul Novecento che consta già dei romanzi Il treno dei bambini e Olivia Denaro.
Grande Meraviglia è un vero e proprio romanzo di formazione, delineato dalla scrittura profonda ed ironica della scrittrice partenopea.
Protagonista di questo romanzo è Elba, una ragazzina il cui nome deriva dal fiume del Nord e che vive con la mamma nel mezzo mondo, quello che è “la casa dei matti”.
La Ardone, raccontandoci la storia particolare di Elba e delle altre donne che vivono in manicomio, ci darà la possibilità di entrare in una realtà che spaventa, della quale spesso evitiamo anche solo di parlare perché è difficile accettare che “la vita non è fatta solo di regole ma anche di eccezioni”.
Quando la sua mamma scompare, per riuscire ad andare avanti Elba compila il suo Diario dei malanni di mente, che le permette di appuntare tutto quello che accade nel suo “mezzomondo” e poter così raccontarlo alle nuove arrivate. Tenere traccia di tutto le farà comprendere che molte delle donne racchiuse in manicomio non sono matte, ma sono state “giudicate sbagliate, imperfette, eccentriche, volubili, perché non sono rimaste nel lato del mondo in cui erano state messe”.
La stessa Elba ritorna nel “mezzomondo” per restare vicina alla mamma, certa che la donna non sia morta come invece le viene raccontato. Ma un giovane psichiatra, Fausto Meraviglia, decide di tirarla fuori dal manicomio, complice anche la legge Barsaglia, approvata qualche anno prima e che prevede la chiusura.
Fausto Meraviglia, già padre, deciderà di accogliere Elba a casa sua, come novella figlia che gli permetterà di scoprire il valore della paternità e il suo peso, rendendosi conto di non essere stato un buon padre per i suoi figli naturali. Allo stesso tempo, insegnerà ad Elba, con “grande meraviglia”, che “la libertà è tutto ciò che dobbiamo a noi stessi”.
Viola Ardone ha il dono, reso evidente anche in questo romanzo, di toccare ed affrontare nei suoi testi argomenti delicati, “pesanti”, sui quali riflettere approfonditamente, con estrema leggerezza, che non è mai superficialità!
DENTRO SOFFIA IL VENTO di FRANCESCA DIOTALLEVI
Durante la Grande Guerra, in Valle d’Aosta, nei boschi che circondano il borgo di Saint Rhèmy, vive da sola una giovane donna, Fiamma, dai lunghi capelli rosso fuoco. Così come già la mamma Vivien, anche la giovane vive isolata dal resto della comunità. Al calar della sera, però, il bosco si anima di abitanti del borgo che si recano da Fiamma per acquistare i decotti che prepara e con i quali vengono curati tutti i malanni.
Eppure coloro che si servono delle conoscenze della ragazza sono gli stessi che la additano come una strega, facendo in modo che le venga preclusa qualsiasi opportunità di mescolarsi con il resto della popolazione.
La solitudine, interrotta solo dalla lettura, a lungo andare pesa sulle spalle e sulla vita di Fiamma. Uno stato, il suo, che era cambiato grazie a Raphaël Rosset, giovane abitante del villaggio, che in barba alle dicerie sul conto di lei, le era stato sempre accanto, fino alla sua prematura scomparsa in guerra. A quel punto l’unica cosa che resta a Fiamma è la famiglia di Raphaël, soprattutto il fratello Yann, che deve però osservare da lontano perché la odia profondamente.
Alla vista di Fiamma, il cuore e la mente di Yann sono attanagliati da sentimenti forti e contrastanti, che fanno paura allo stesso uomo. La odiava perché prima che Raphaël scomparisse, Fiamma lo “aveva costretto a vivere” in un corpo menomato, che sembrava non appartenergli.
In questo meraviglioso romanzo, Dentro soffia il vento edito da Neri Pozza, Francesca Diotallevi ci racconta di quanto possano essere stupide le superstizioni e di quanto invece sia importante l’amore, che spesso ci insegna che “non siamo soli in questa vita. Siamo sempre parte di qualcosa che spesso ci salva, anche da noi stessi”.
UNA VITA COME TANTE di HANYA YANAGIHARA
Leggere Una vita come tante, secondo romanzo della scrittrice statunitense Hanya Yanagihara ̶ tradotto in italiano da Luca Briasco ed edito da Sellerio ̶ risulta un’impresa titanica, non tanto per la mole del libro ma per il bagaglio di emozioni proprie che il lettore dovrà affrontare.
Sebbene il volume superi le mille pagine, lo stile della Yanagihara, trasposto mirabilmente in italiano da Briasco, renderà la lettura godibile e scorrevole. Vi capiterà spesso durante questo “viaggio” di pensare di essere già passati da quella pagina o che state girando in tondo ritornando al punto di partenza, ma tutto ciò sarà necessario per proseguire e comprendere meglio fatti, emozioni e sensazioni.
Vi avviso: sarà una delle letture più dolorose della vostra vita, addirittura strazianti e vi ritroverete a pensare ai personaggi durante le vostre giornate e a sentirvi orfani quando avrete terminato la lettura. Vi capiterà di tornare a casa e di pensare di trovarvi Jude e William, Malcom e JB, oppure Harold e Julia.
Raccontarvi la trama senza spolierare nulla è per me impossibile ma proverò a farvi comprendere a grandi linee di cosa leggerete.
Una vita come tante è prima e soprattutto il racconto di una grande amicizia che legherà per tutta la vita, comunque e a prescindere da tutto, Jude, William, Malcom e JB. Quattro amici che ci insegneranno che l’unico segreto dell’amicizia “è trovare persone migliori di te”, ascoltare quello che hanno da dirti su te stesso, anche se non ti piace, ma soprattutto “fidarti di loro, che è la parte più difficile di tutte. Ma anche la più importante”.
Un romanzo, questo della Yanagihara, che appare come una grande epopea ottocentesca, ma è allo stesso tempo estremamente moderno nelle ambientazioni e per la brutalità dei temi che affronta: la solitudine, la depressione, le dipendenze, la violenza sessuale, l’autolesionismo.
Un testo, come vi ho detto, ricco di dolore ma anche di speranza, per la capacità dell’essere umano di cercare di resistere e di amare, a prescindere da quanto dolorosa possa essere stata la propria vita.
Olivia Denaro di Viola Ardone
“Non è vero che la cultura ci salva, maestra, io ho sempre studiato e non è servito a niente”, afferma Olivia Denaro nell’omonimo romanzo di Viola Ardone.
Olivia ha quindici anni nel 1960 e vive a Martorana, un paese a vocazione agricola in Sicilia, dove la vita che vi conducono i suoi abitanti ha alla base il senso della vista, perché i comportamenti di ognuno passano al vaglio del tribunale cittadino e “ognuno all’occhio altrui pretende di essere meglio di quello che è”.
Olivia è stata educata dalla madre a “tenersi pulita” di fronte a quegli sguardi, a non commettere nulla che possa farla condannare agli occhi dei vicini di casa. Olivia ci prova ad assecondare la madre, ad aspettare il momento in cui uno tra i ragazzi di Martorana la chieda in moglie, ma non è come le altre. Olivia Denaro ama studiare, imparare parole difficili, correre a “scattafiato”, cercare le lumache col padre e giocare con il suo amico Saro.
Si gode questi momenti prima che la comparsa del “marchese” la ponga nella condizione di restare ferma e in attesa che qualcuno se la pigli, come una brocca, e stare attenta che non si rompa, altrimenti dovrà accontentarsi di colui che l’ha rotta.
Viola Ardone ̶ autrice di questo romanzo e conosciuta dal pubblico dei lettori per il suo Il treno dei bambini, entrambi pubblicati da Einaudi ̶ con il suo Olivia Denaro ha scritto un romanzo potente… non mi viene altro termine che possa descriverlo meglio.
Olivia Denaro, anagramma di Viola Ardone, vive nel 1960 nella Sicilia agricola, in un’Italia nella quale esistono ancora il matrimonio riparatore e il delitto d’onore; ma Olivia Denaro potremmo essere tutte noi, qualsiasi donna che dal 1960 ad oggi non voglia accettare i compromessi o voglia scegliere da sola quello che è meglio per lei.
Questa giovane donna subirà una violenza da parte di un ragazzo che la affascina e allo stesso tempo la spaventa, un uomo che non accetterà un no e che la accuserà di averlo provocato con il suo volto.
Olivia è una ragazza che ha studiato, che si pone delle domande e che ha dei desideri per se stessa: non vuole piegarsi alla violenza, non vuole accettare una vita che non le appartiene. Denunciato il suo stupratore ̶ perché quello era e bisogna dare un nome alle cose ̶ non riuscirà ad avere giustizia in tribunale ma il tempo le darà ragione, concedendole una vita meravigliosa e la possibilità di avere una giustizia “postuma”, grazie ad alcune leggi che finalmente cambieranno.
Olivia non sarà mai sola, al suo fianco c’è papà Salvo, un contadino silenzioso che parla attraverso i motti, che alla violenza contrappone il suo sereno “non lo preferisco” e che combatterà perché la sua giovane “
piantina” ha bisogno del suo sostegno. Un uomo che aiuterà sua figlia a comprendere che “un no da solo può cambiare una vita, e tanti no messi insieme possono cambiare il mondo”.
Romeo e Rosalina di Natasha Solomons
Nei ringraziamenti posti alla fine di Romeo e Rosalina ̶ edito in Italia da Neri Pozza e tradotto da Alessandro Zabini ̶ Natasha Solomons dichiara che il libro esplora e celebra “il potere delle giovani donne”.
Rosalina è una giovane donna che appartiene alla ricca e potente famiglia dei Capuleti in guerra perenne con i Montecchi, minando così la pace della bella Verona.
La giovane Rosalina dopo aver perso la madre a causa della peste che dilaga in città, è destinata dal padre a trascorrere tutta la sua vita in convento. In una delle sue fughe prima della reclusione, Rosalina conosce Romeo Montecchi, che le farà dimenticare il suo dolore e scoprire un amore forte e assoluto, perché sebbene fosse una Capuleti, Romeo la considerava preziosa. Ma Romeo mostrerà ben presto di essere innamorato dell’amore e del potere che questo sentimento gli dà sulle giovani donne di Verona, arrivando ad insidiare Giulietta, cugina di Rosalina.
Romeo e Rosalina non è il primo romanzo della Solomons e il suo essere un’ottima scrittrice si nota ad ogni pagina. Sebbene non neghi il forte legame tra il suo romanzo e Romeo e Giulietta di Shakespeare, a me sembra che lei abbia rubato a mani basse dalle pagine del capolavoro del Bardo.
Una riscrittura, un nuovo punto di vista della famosissima storia d’amore tra Giulietta e Romeo, di cui non avevamo affatto bisogno.
Il commissario Spinelli e i sepolcri imbiancati di Alfredo Ricciardi
Il commissario Nando Spinelli era nato e cresciuto ad Ascoli Piceno, ma per inseguire l’amore si era trasferito a Foggia, una città “che faticava ad accoglierlo”.
Un amore, quello che aveva inseguito, che si era rivelato falso e bugiardo, come la donna che lo aveva generato. Ma per Nando, ammettere con sé stesso, e soprattutto con i propri genitori, di essere stato superficiale era difficile.
In un sabato qualsiasi, quando la malinconia e la solitudine sembrano diventare oppressive, il commissario Spinelli progetta una fuga nella sua Ascoli Piceno, bruscamente interrotta da una telefonata della questura: un uomo è stato trovato morto nel cortile della sua abitazione.
Spinelli dovrà affrontare un’indagine che in prima istanza si rivela semplice, ma che si complica passo dopo passo, perché trovare falle nella vita di “una brava persona” appare complicato. Ma l’unico modo per scoprire la verità è andare oltre “i sepolcri inbiancati”.
Questo è il primo romanzo di una serie che consta già di cinque romanzi, solo il primo ripubblicato da TEA, mentre gli altri si trovano su Amazon.
Alfredo Ricciardi appare subito come uno scrittore talentuoso, con uno stile ironico e mai superficiale che vi terrà incollati alle pagine.
Weyward di Emilia Hart
Weyward è il romanzo d’esordio di Emilia Hart, che fin’ora si era dedicata ai racconti. Un esordio straordinario questo della scrittrice anglo-australiana che in questo romanzo ̶ edito in Italia da Fazi editore e tradotto da Enrica Budetta ̶ affronta una varietà di tematiche intrecciate le une alle altre, ma che hanno come base comune il duro percorso di indipendenza fisica, materiale e psicologica che le donne sono ancora costrette ad intraprendere.
Per secoli, qualora una donna abbia deciso di preservare la propria indipendenza, non solo fisica ed economica, ma anche e soprattutto mentale e materiale, è stata accusata di essere una strega, un essere mostruoso.
Le donne Weyward affermano di essere state chiamate così “quando non ci sottomettevamo, quando non ci piegavamo al loro volere” perché avevano solo “bisogno di tornare alla natura”.
La Hart ci racconta le storie di Atha, vissuta tra fine ‘500 ed inizio ‘600; Violet, vissuta a metà ‘900 e Kate, nostra contemporanea. Donne che sin dall’infanzia avvertono di essere diverse, di avvertire il richiamo della natura ed un forte legame con essa.
Un legame che fa avvertire loro “una sensazione sconosciuta di libertà”, che cercano in ogni modo di nascondere ma che esce fuori in maniera prepotente.
Un romanzo, questo della Hart, che scorrerà davanti ai vostri occhi velocemente, fluidamente, senza intoppi, sebbene dovrete passare dalla vita di Kate a quella di Althea a quella di Violet, così fino alla fine, in un circolo colorato e ricco delle sensazioni e dei profumi della natura, fino ad arrivare alla consapevolezza che probabilmente essere diversa può essere “una cosa di cui andare fiera”.



















