LA PENISOLA DELLE CASE VUOTE di DAVID UCLÉS
La penisola delle case vuote di David Uclés, tradotto in italiano da Sara Cavarrero ed edito da Neri Pozza, è, per stessa ammissione dell’autore, “la storia della decomposizione di una famiglia, della disumanizzazione di un popolo, della disintegrazione di un territorio e di una penisola di case vuote”. Io non avrei saputo dirlo meglio. Anche perché ho sempre difficoltà a trovare le parole giuste per descrivere il dolore, che trasuda da ogni pagina di questo romanzo, quasi fisicamente, come se vedeste un rivolo rosso di sangue passare da una pagina all’altra.
È il 1936 e siamo nella Spagna che si appresta a vivere una delle pagine più dolorose della propria storia: la guerra civile.
Jàndula è un paesino come un altro dell’Iberia e Odisto, uno degli uomini più apprezzati in paese, si appresta a diventare nuovamente papà, con tutta l’ansia e la paura che ne consegue. In questo paese la realtà spesso si fa magica, permettendo così agli abitanti di Jàndula di poter “sfuggire” da una realtà incomprensibile, perché come si fa ad accettare che un fratello uccida l’altro fratello?
Questo romanzo di Uclés vi farà rivivere una delle pagine più dolorose non solo della storia spagnola, ma di quella europea. Un romanzo, come vi ho detto prima, così pregno di dolore, che io ho dovuto diluirlo in una lunga lettura, protrattasi per settimane. Quello che viene narrato in queste pagine è a metà strada tra la realtà e l’immaginario, eppure vi mostrerà come la guerra “banalizza profondamente la morte”.
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